La notte dei verdetti: la Roma vola in Champions, il Milan crolla a San Siro e il Lecce festeggia la salvezza
La trentottesima giornata di Serie A regala un finale di campionato epico, in cui la Roma conquista la qualificazione in Champions League espugnando il Bentegodi per 2-0 grazie alle reti di Donyell Malen e Stephan El Shaarawy, correggendo il tabellino iniziale. I giallorossi sbloccano la contesa al cinquantacinquesimo, poco dopo l'espulsione veronese di Nicolás Valentini: sul rigore calciato da Malen e respinto da Lorenzo Montipò, Paulo Dybala recupera la sfera e serve lo stesso attaccante olandese per il tap-in vincente. Nel finale, il sigillo del Faraone mette al sicuro il quarto posto della squadra di Gian Piero Gasperini, rendendo inutile il contemporaneo tentativo di rincorsa delle rivali.
A San Siro si consuma infatti il dramma sportivo del Milan, che crolla clamorosamente per 2-1 contro un coraggioso Cagliari, dicendo addio ai sogni d'Europa che conta. Eppure la serata dei rossoneri era iniziata sotto i migliori auspici, con la rete lampo di Alexis Saelemaekers firmata dopo appena un minuto di gioco. I sardi, ordinati e spietati nelle ripartenze, ribaltano però la situazione prima con l'incornata di Gennaro Borrelli e poi con la rete decisiva di Juan Rodríguez nella ripresa. Nonostante l'assedio finale guidato da Adrien Rabiot e i tentativi dei subentrati Christian Pulisic e Luka Modrić, la difesa rossoblù guidata da Yerry Mina regge l'urto, regalando una notte amara al pubblico milanista.
In ottica salvezza, lo Stadio Giovanni Zini è testimone del tracollo della Cremonese, travolta con un pesante 4-1 da un sontuoso Como. La formazione lariana sblocca il derby lombardo nel primo tempo grazie a Jesús Rodríguez, raddoppiando a inizio ripresa con la firma di Tasos Douvikas. L'illusione di una rimonta grigiorossa si accende momentaneamente con il rigore trasformato da Federico Bonazzoli, ma il finale si trasforma in un incubo per i padroni di casa. Al settantesimo minuto saltano completamente i nervi alla squadra di Cremona: Alberto Grassi viene espulso, e nelle proteste successive arrivano i cartellini rossi diretti anche per Milan Đurić e David Okereke. Con l'avversario ridotto in otto uomini, il Como dilaga nel finale con la doppietta di Lucas Da Cunha, gelando definitivamente lo stadio grigiorosso. Cesc Fabregas aveva già fatto la storia portando il Como in Europa, ma va oltre ogni logica: è Champions League per i lariani, che approfittano del passo falso del Milan e calano il poker sulla Cremonese. I grigiorossi devono vincere per salvarsi, ma la rete immediata del Lecce e l'infortunio di Maleh spengono ogni possibile entusiasmo. Il Como fa la partita e, dopo trentasette minuti, la sblocca: Douvikas calcia, Audero fa un miracolo e Jesus Rodriguez segna sulla ribattuta. Giampaolo prova a scuotere i suoi coi cambi, ma non c'è nulla da fare: l'ex Betis fa l'assistman e Douvikas sigla il 2-0 in avvio di ripresa (51'). Bonazzoli accorcia dal dischetto (55'), ma le speranze della Cremonese affondano definitivamente venti minuti dopo, quando un contatto dubbio tra Bianchetti e Douvikas viene punito col rigore: Da Cunha trasforma e i grigiorossi perdono la testa, con un rosso dal campo (Grassi) e due dalla panchina (Okereke e Djuric) per proteste. Forte della superiorità numerica, il Como cala il poker col suo capitano (80') e sfiora anche la cinquina: annullata per fuorigioco la rete costruita da Sergi Roberto e Morata. La vittoria per 4-1, senza Nico Paz, è dolcissima: Como quarto e in Champions con 71 punti. La Cremonese, invece, torna in Serie B: un esito che sembrava impensabile, dopo l'ottimo avvio dei grigiorossi, ma quel crollo a metà stagione è stato ferale.
Chi può finalmente fare festa grande è il Lecce, che batte il Genoa per 1-0 al Via del Mare e blinda una storica quarta salvezza consecutiva in massima serie. Ai salentini basta una fiammata in avvio, precisamente al sesto minuto di gioco, quando Lameck Banda raccoglie la respinta di Nicola Leali su un precedente tiro di Walid Cheddira e scarica sotto la traversa la palla che vale l'intera stagione. La squadra di Eusebio Di Francesco amministra il vantaggio con grande maturità e, complice un Genoa ormai privo di reali obiettivi di classifica, conduce in porto una vittoria fondamentale, facendo esplodere la gioia incontenibile dei propri tifosi al triplice fischio finale.