Le forze israeliane hanno iniziato un'ampia operazione militare terrestre nella città di Gaza, secondo quanto riportato dai media locali, senza però fornire dettagli sul progresso o sulle zone specifiche interessate.

Secondo un comunicato dell'esercito israeliano diffuso martedì, le unità del Comando Meridionale, sia regolari che di riserva, appartenenti alle brigate 98, 162 e 36, hanno dato il via all'operazione "Carri di Gedeone 2".

Il comunicato precisa che la Brigata di Gaza, la 143, opera nella zona di protezione delle città del Negev occidentale e conduce azioni offensive verso le aree di Rafah e Khan Yunis. Nel frattempo, la Brigata 99 si concentra sulla parte settentrionale del territorio.

Le operazioni, definite dall'esercito come "ampie e in aumento", rappresentano la continuazione diretta della precedente operazione "Carri di Gedeone" (Aravot Gideon), con l'obiettivo dichiarato di raggiungere gli scopi della guerra a Gaza e consolidare i risultati sul campo. Tuttavia, l'esercito israeliano non ha ancora raggiunto i due obiettivi principali dichiarati dall'inizio del conflitto due anni fa: sconfiggere Hamas e liberare gli ostaggi.

Il comunicato conclude sottolineando che le operazioni sono state avviate secondo la pianificazione militare e che potranno essere ampliate in base alla valutazione della situazione sul terreno.

Oltre a radere al suolo i pochi edifici ancora rimasti in piedi nella Striscia con aerei, droni e artiglieria, il morale esercito dello Stato ebraico sta facendo esplodere veicoli da trasporto truppe dismessi, carichi di esplosivo e controllati da remoto. A Gaza City, i media palestinesi hanno registrato esplosioni nei quartieri di Tel al-Hawa e Rimal.

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, uno dei tanti criminali fanatici che compongono l'attuale governo di Tel Aviv, ha dichiarato: "Gaza sta bruciando. Le Idf stanno colpendo con pugno di ferro le infrastrutture terroristiche e i soldati delle IDF stanno combattendo coraggiosamente per creare le condizioni necessarie per il rilascio degli ostaggi e la sconfitta di Hamas".

In realtà, come confermano le dichiarazioni rilasciate all'AFP dal portavoce della Protezione civile di Gaza, Mahmoud Bassal, l'obiettivo delle IDF è sterminare la popolazione a Gaza con il numero di morti e feriti che continua ad aumentare, denunciando il nuovo massacro commesso con il bombardamento di un edificio residenziale vicino a piazza al Shawa a Gaza City.


L'obiettivo vero del governo Netanyhu, dall'inizio dell'invasione di Gaza lo aveva rivelato già nel dicembre 2023  Daniela Weiss, a capo del movimento Nachala che ha come finalità quello di rubare il resto della poca terra ancora in possesso al popolo palestinese:

"Dovremmo avere un obiettivo oltre alla guerra. Oltre a distruggere Hamas e recuperare gli ostaggi, dobbiamo pianificare il ritorno nei luoghi da cui siamo stati ingiustamente sfrattati e fare di tutta la Striscia di Gaza un luogo per nuove comunità israeliane. Circa due milioni di arabi sono rimasti a Gaza e non hanno intenzione di rimanere: se ne andranno in altri Paesi. Hanno perso l'ultima ragione per restarci.

È per questo motivo che di recente ho organizzato due incontri, come al Congresso, con i leader di quindici diverse organizzazioni fondate per il reinsediamento a Gaza. Non abbiamo mai avuto così tante persone che ci contattano, dicendo di voler unirsi a una nuova comunità da costituire non solo nella Striscia di Gaza, ma anche nella stessa Gaza City. ...

 Israele dovrà diventare un problema per gli arabi, al punto che Egitto, Giordania e Turchia siano costretti ad accoglierli come rifugiati, come hanno fatto con la Siria. Non dovremmo offrire loro nulla in cambio. Non mi concentro su ciò che è meglio per loro, ma su ciò che è meglio per Israele. ...

[Dopo la loro partenza], il passo successivo è ristabilire tutte le comunità che sono state costrette ad andarsene. Alcuni sostengono che non sia realistico. Io rispondo loro: una volta chiamavano la Samaria [parte della Cisgiordania] 'le colline deserte della Samaria'. Ora ci sono cinquecentomila ebrei in duecentocinquanta comunità. Possiamo fare di nuovo la stessa cosa. ...

Siamo amici degli americani, ma questa amicizia si basa sul rispetto reciproco e sulla dipendenza. Più di quanto noi dipendiamo dall'America, loro dipendono da noi perché siamo l'unica democrazia in Medio Oriente e Nord Africa. Non vogliono che Putin o la Cina siano qui. Una delle principali lezioni che abbiamo tratto da questa guerra è che dobbiamo essere più indipendenti nella produzione di equipaggiamento militare. ...

Vorrei anche rivolgermi direttamente al presidente degli Stati Uniti Joe Biden: non pensare che la guerra a Gaza finirà prima che abbiamo completamente annientato Hamas e che tutta Gaza sia stata reinsediata dagli ebrei".


Daniella Weiss, recentemente sanzionata dal Regno Unito, in un documentario andato in onda sulla BBC pochi mesi fa e girato a fine 2024, promuoveva l'obiettivo sopra indicato in eventi organizzati a confine della Striscia cui partecipava il ministro Itamar Ben Gvir.