"Non una vittoria della sinistra, ma almeno una pesantissima sconfitta dell'estrema destra globale e – speriamo – la fine del regime. L'Ungheria e l'Europa saranno posti migliori senza Orbán.
Spiace per Meloni e Salvini.
A mai più rivederci!"

Questo il sarcastico commento di Ilaria Salis dopo la sconfitta elettorale di Viktor Orban... un brutto colpo anche per i fascisti de noantri, Meloni e Salvini, che lo avevano supportato insieme ad altri politici dell'internazionale nera, prima del voto... così come poi anche Vance e Trump!

È vero, con la sinistra Peter Magyar, che in passato veniva catalogato come persino più a destra di Orban, non c'entra nulla, ma perlomeno colui che è destinato a diventare il nuovo premier ungherese non propaganda come proprio faro guida l'ossimoro della democrazia illiberale che invece ha fatto innamorare Meloni e Salvini.

La propaganda dei fascisti di casa nostra, dopo l'ennesima tranvata che si aggiunge alla disfatta referendaria, cercano di raccogliere i cocci, pretendendo di far credere agli italiani confusi (gentile eufemismo) che costituiscono la loro base elettorale che il nuovo premier ungherese appartiene alla destra e che i capi partito delle opposizioni che in Italia esultano per Orban non lo avrebbero capito, pensando che abbia vinto uno di sinistra.

Questi propagandisti di quart'ordine, dei disgraziati in funzione di ciò che sono costretti a fare, adesso cercano di recuperare all'interno della destra sovranista anche Peter Magyar. Il fatto è che - a meno di inversioni ad U dell'ultim'ora, il nuovo premier, europeista a differenza di Orban, ha promesso di rispristinare in Ungheria lo Stato di diritto, le garanzie democratiche che il caro amico di Salvini e Meloni aveva progressivamente abolito.

Per la destra sovranista è un campanello d'allarme. Perché quando cade uno dei suoi pilastri più solidi, diventa più difficile sostenere che quel modello sia vincente.

E forse è proprio questo il punto: non è la vittoria di qualcuno, ma la sconfitta di un'idea, quello che brucia di più a Meloni e Salvini e alla loro propaganda. Una di quelle idee che, per anni, hanno cercato di convincere l'Europa che meno democrazia fosse la soluzione. Oggi, da Budapest, arriva una risposta diversa.

È questo che la sinistra festeggia... e che i fascisti locali - poverini - non hanno capito.