Esteri

Lega Araba: Appello urgente per proteggere il popolo palestinese e fermare l'aggressione israeliana

La Lega degli Stati Arabi ha rinnovato il suo appello alla comunità internazionale affinché protegga il popolo palestinese dal genocidio, dal trasferimento forzato e dalla pulizia etnica, e impedisca la liquidazione della sua causa nazionale. La richiesta si fonda sulle risoluzioni della legalità internazionale, sul diritto internazionale e sulle convenzioni pertinenti, incluse le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU n. 904 (1994) e 605 (1987), la risoluzione dell'Assemblea Generale 20/10 (2018) e il Trattato di difesa comune e cooperazione economica tra i Paesi arabi, a tutela degli interessi e della sovranità degli Stati membri.

L'appello è stato lanciato al termine della sessione straordinaria del Consiglio della Lega a livello di rappresentanti permanenti, tenutasi oggi al Cairo sotto la presidenza della Giordania, su richiesta della Palestina e con la partecipazione di tutti i Paesi arabi. L'incontro ha discusso le azioni da intraprendere a livello arabo e internazionale per fermare il crimine di genocidio perpetrato da Israele, potenza occupante, contro il popolo palestinese, incluso il piano di controllo militare totale sulla Striscia di Gaza e la sua deportazione forzata, in un contesto di assedio e carestia imposti da oltre 673 giorni.

Il Consiglio ha condannato le decisioni e i piani del governo israeliano volti a consolidare l'occupazione di Gaza e a spostare la sua popolazione, definendoli una violazione del diritto internazionale e un'aggressione diretta alla sicurezza nazionale araba, oltre che una minaccia alla pace e alla stabilità regionali. Ha ribadito la necessità di applicare le decisioni dei vertici arabi e arabo-islamici congiunti per porre fine all'assedio israeliano di Gaza e garantire l'ingresso di aiuti umanitari via terra, mare e aria in coordinamento con le Nazioni Unite e le sue agenzie, tra cui l'UNRWA.

Il Consiglio ha invitato i due membri arabi del Consiglio di Sicurezza (Algeria e Somalia) e il gruppo arabo a New York a proseguire gli sforzi per fermare l'aggressione israeliana, anche presentando un progetto di risoluzione sotto il Capitolo VII della Carta ONU che obblighi Israele al cessate il fuoco, all'ingresso degli aiuti, alla fine dell'occupazione e all'imposizione di sanzioni internazionali.

Sono state sollecitate misure legali e amministrative per vietare l'esportazione, il trasferimento o il transito di armi, munizioni e materiale militare verso Israele, nonché la revisione delle relazioni economiche con lo Stato occupante e l'avvio di indagini e procedimenti giudiziari contro i responsabili israeliani.

Il Consiglio ha inoltre esortato le organizzazioni della società civile e i gruppi per i diritti umani a rintracciare e perseguire penalmente i responsabili dei crimini di guerra israeliani, e ha riaffermato la necessità di consentire allo Stato di Palestina di assumere pienamente le proprie funzioni di governo nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, nel quadro del programma politico dell'OLP.

È stata condannata l'uso della fame come arma di sterminio da parte di Israele, che ha causato la morte di 200 civili palestinesi, metà dei quali bambini, e le cosiddette "trappole della morte" mascherate sotto l'ente denominato"Fondazione umanitaria per Gaza", responsabile di 1.500 vittime e migliaia di feriti. Israele è stata ritenuta pienamente responsabile dell'assedio e delle sue conseguenze.

Il Consiglio ha ribadito l'importanza di boicottare le aziende che rafforzano l'economia israeliana o sostengono crimini di genocidio e pulizia etnica, in particolare quelle citate nei rapporti del Consiglio per i diritti umani dell'ONU e della Relatrice speciale delle Nazioni Unite. È stato chiesto di dare attuazione alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU n. 2735, 2712 e 2720, che prevedono il cessate il fuoco, il ritorno degli sfollati, la distribuzione di aiuti, lo scambio di prigionieri e il ritiro totale da Gaza.

Il Consiglio ha accolto positivamente le posizioni internazionali contrarie all'occupazione militare israeliana di Gaza e all'annessione della Cisgiordania, annunciando che rimarrà in sessione permanente e incaricando il Segretario generale di seguire l'attuazione delle decisioni e riferire alla prossima riunione.

Da parte sua, il rappresentante palestinese presso la Lega, ambasciatore Muhannad Al-Aklouk, ha sottolineato l'importanza di intensificare gli sforzi internazionali per fermare la guerra di sterminio e fame contro il popolo palestinese e sventare i piani israeliani di occupazione totale di Gaza e annessione della Cisgiordania. Ha ricordato che il Consiglio ha approvato all'unanimità la proposta palestinese per porre fine alla guerra e consentire l'ingresso immediato degli aiuti, denunciando che “Israele sta sgozzando l'umanità stessa, e la Palestina è la scena del crimine”.

Al-Aklouk ha aggiunto che l'occupazione ha ucciso o ferito oltre 250.000 palestinesi, tra cui 18.500 bambini, e ha lasciato morire di fame più di 200 civili, metà dei quali bambini. Ha denunciato che Israele mira a replicare la Nakba del 1948 con un nuovo piano di deportazione forzata, mentre il parlamento israeliano ha approvato l'annessione della Cisgiordania e il rifiuto della nascita di uno Stato palestinese.

Autore Giuseppe Ballerini
Categoria Esteri
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