Addio a Pippo Baudo, il volto eterno della televisione italiana
Si è spento nella serata di sabato 16 agosto a Roma, all'età di 89 anni, Pippo Baudo: un gigante della televisione italiana, protagonista indiscusso del piccolo schermo per oltre sessant’anni.
La notizia, diffusa dall’ANSA e confermata dal suo legale Giorgio Assumma, segna la fine di un’epoca.
Il suo debutto risale al 1959, quando apparve come pianista e cantante nell’orchestra Moon Light durante il varietà La conchiglia d’oro, condotto da Enzo Tortora. Da lì in poi non si è più fermato: una carriera interminabile che lo ha consacrato simbolo della TV di Stato e della cultura popolare italiana.
Baudo ha condotto tredici Festival di Sanremo e programmi entrati nella storia, da Canzonissima a Domenica In, portando il suo stile inconfondibile nelle case di milioni di spettatori. Non era solo un conduttore: aveva l’occhio per scoprire talenti, lanciando figure come Laura Pausini e Lorella Cuccarini, intuendo in loro la stoffa delle future icone.
Soprannominato “Superpippo” dal suo pubblico, Baudo ha incarnato la televisione generalista come nessun altro, con professionalità, fiuto e passione. Un unico rimpianto lo ha accompagnato fino alla fine: non aver mai lavorato con Raffaella Carrà, come ammise con emozione dopo la morte della regina della TV.
Con lui se ne va non solo un conduttore, ma un pezzo di storia collettiva, una presenza che ha attraversato generazioni.