Venezuela devastato dal terremoto, il governo vieta la vendita di alcolici
Il Venezuela entra in giorni di massima allerta. Il governo ha imposto la proibizione totale della vendita e distribuzione di bevande alcoliche su tutto il territorio nazionale, una misura straordinaria che scatterà immediatamente e resterà in vigore per più giorni. La decisione, comunicata dal Ministero degli Interni e della Giustizia, riguarda negozi, supermercati, locali, ristoranti e anche il trasporto di alcol su strade e autostrade.
Le forze dell’ordine avranno il compito di vigilare e sequestrare eventuali carichi irregolari. Il provvedimento arriva in un contesto già teso, ma si intreccia ora con un’altra emergenza: un terremoto di magnitudo 5.2 registrato nelle ultime ore, che ha scosso diverse regioni del Paese e aumentato il livello di preoccupazione tra la popolazione. Secondo le autorità, non si segnalano danni gravi, ma la scossa ha contribuito a rafforzare la necessità di mantenere ordine e prevenire situazioni di rischio.
Il divieto di alcol non è nuovo nella storia venezuelana, spesso applicato in occasione di elezioni o eventi sensibili. Questa volta, però, la misura assume un peso diverso: si somma a un clima politico incerto, a mobilitazioni annunciate e ora anche a una scossa tellurica che ha ricordato la fragilità del Paese. Le associazioni di categoria lamentano perdite economiche, mentre una parte della popolazione interpreta il provvedimento come un segnale di nervosismo istituzionale.
In un Venezuela già provato, il governo punta a evitare incidenti e garantire stabilità. Ma il divieto diventa anche il simbolo di un Paese che vive tra emergenze sovrapposte, dove ogni decisione riflette una tensione più profonda.
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