Richiamo ufficiale a farmacie, parafarmacie e piattaforme online: i filler sono dispositivi medici destinati esclusivamente all’uso professionale. Il Ministero della Salute richiama il rispetto del Regolamento europeo e mette in guardia dai rischi dell’autosomministrazione.
Nuova stretta del Ministero della Salute sulla vendita dei filler estetici. Con la nota informativa prot. 0041297 del 12 maggio 2026, la Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico richiama formalmente farmacie, parafarmacie, distributori e operatori dell’e-commerce al rispetto delle norme europee che disciplinano la commercializzazione dei filler iniettabili, sempre più diffusi nel mercato della medicina estetica.
Il punto centrale del documento è netto: i filler non sono prodotti destinati all’autosomministrazione e il loro utilizzo presuppone un atto medico. Per questo motivo la vendita non può essere indiscriminata né aperta a soggetti privi delle necessarie competenze professionali.
Il Ministero interviene in un settore che negli ultimi anni ha registrato una forte espansione commerciale, alimentata anche dalla crescita delle piattaforme online e dalla diffusione sui social di trattamenti estetici presentati come semplici procedure di routine. Una narrazione che, secondo le autorità sanitarie, rischia però di banalizzare dispositivi medici invasivi che possono provocare complicanze anche gravi se utilizzati impropriamente.
I filler sono dispositivi medici regolati dall’Unione Europea
La nota ministeriale chiarisce che le sostanze e le associazioni di sostanze – sia riassorbibili sia permanenti – utilizzate come filler iniettabili rientrano pienamente nell’ambito del Regolamento (UE) 2017/745 relativo ai dispositivi medici.
Non si tratta quindi di semplici prodotti cosmetici, ma di dispositivi sottoposti a precisi requisiti di sicurezza, tracciabilità e destinazione d’uso.
Il Regolamento europeo stabilisce infatti che un dispositivo medico può essere immesso sul mercato soltanto se conforme ai requisiti generali di sicurezza e prestazione e se utilizzato secondo le indicazioni previste dal fabbricante.
Nel caso dei filler, la destinazione d’uso indicata dai produttori è chiaramente professionale: l’iniezione deve essere effettuata da personale medico qualificato e formato.
Obblighi precisi per distributori, farmacie e vendita online
Il Ministero richiama in particolare l’articolo 14 del Regolamento europeo, che attribuisce responsabilità precise ai distributori. Tra questi rientrano anche farmacie, parafarmacie e operatori del commercio elettronico.
I distributori sono tenuti a verificare che i dispositivi vengano forniti nel rispetto delle condizioni stabilite dal fabbricante, comprese quelle relative agli utilizzatori previsti.
Tradotto in termini pratici, significa che chi vende filler deve assicurarsi che il prodotto sia destinato esclusivamente a professionisti sanitari abilitati e competenti. La semplice disponibilità commerciale del prodotto non autorizza una vendita libera al pubblico.
Il richiamo ministeriale arriva in un contesto in cui molti filler risultano facilmente reperibili online, spesso attraverso piattaforme che non effettuano controlli adeguati sull’identità o sulla qualifica professionale degli acquirenti.
I rischi sanitari legati all’uso improprio
Nella nota viene richiamata anche la posizione dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Già l’8 settembre 2023, l’AIFA aveva evidenziato i rischi per la salute pubblica connessi all’impiego non conforme dei filler estetici.
Le complicanze possono includere infezioni, granulomi, necrosi dei tessuti, reazioni allergiche, danni vascolari e, nei casi più gravi, conseguenze permanenti sul piano estetico e funzionale.
Secondo l’AIFA, i trattamenti di medicina estetica devono essere eseguiti esclusivamente da medici abilitati con specifiche competenze professionali, in grado di valutare le condizioni cliniche del paziente, scegliere il prodotto corretto e intervenire tempestivamente in caso di effetti avversi.
Il Ministero ribadisce dunque che la sicurezza del paziente non dipende soltanto dalla qualità del prodotto, ma anche dalla qualificazione di chi lo utilizza.
Cresce l’attenzione sul mercato della medicina estetica
La presa di posizione del Ministero rappresenta anche un segnale politico e sanitario verso un settore in forte espansione economica ma spesso caratterizzato da controlli disomogenei.
Negli ultimi anni la medicina estetica è uscita dagli ambulatori specialistici per diventare un fenomeno di massa, alimentato dalla promozione sui social network, dall’abbassamento dell’età media dei clienti e dalla diffusione di offerte commerciali aggressive.
Parallelamente è aumentato il mercato dei filler acquistati online, talvolta importati da circuiti non ufficiali o venduti senza adeguate garanzie sanitarie.
Con questa nota il Ministero chiarisce che la filiera distributiva ha responsabilità precise e non può limitarsi a una funzione commerciale. Farmacie, parafarmacie e piattaforme digitali sono chiamate a vigilare affinché questi dispositivi medici non vengano utilizzati da soggetti privi delle necessarie competenze professionali.
L’obiettivo dichiarato è evitare che prodotti destinati a procedure mediche vengano trattati come beni di consumo ordinari, con rischi potenzialmente elevati per la salute pubblica.


