Oggi si festeggiano i 3 anni del governo Meloni, un bilancio altamente positivo, considerando da dove si è partiti 3 anni fa, con lo spread a oltre 250 punti, inflazione all'8,3% e un tasso di disoccupazione al 7,9%. Tre anni costellati da tante difficoltà, ma anche da tanti riconoscimenti per il nostro premier e per il paese da parte di istituzioni e media internazionali. Una premier che ha saputo portare l'Italia nuovamente al centro dell'Europa e con un rapporto privilegiato non solo con gli Stati Uniti di Donald Trump, ma anche con la vecchi amministrazione del democratico Joe Biden.

Fin dal suo primo giorno il governo Meloni ha voluto mettere le imprese, che sono l'espressione più vera del made in Italy al centro della propria politica. E la dimostrazione di ciò sta anche della modifica al nome del ministero preposto da sviluppo economico e Ministro delle imprese e del Made in Italy, affidato ad Adolfo Urso.

Sul piano economico certamente i primi dati record che balzano agli occhi sono certamente quelli relativi al mercato del lavoro: quasi 1,1 milioni di lavoro creati, di cui quasi la meta al Sud. 24,2 milioni di occupati, un record da vent'anni. Mentre per l'occupazione femminile il record è assoluto. 

Ma anche sugli investimenti diretti, dove il Mimit ha operato molto bene, i risultati sono significativi:  +5% nel 2024, mentre la media Ue parla di un -5%. Con 35 miliardi di euro Italia ha il primato nell'eurozona di IDE greenfield. E la tendenza continua anche nel 2025, considerando che nel solo primo quadrimestre sono 20.7 i miliardi di euro totali.

Anche sui carburanti il Mimit è riuscito a contenere l'aumento dei prezzi alla pompa ( calo del 3,9% del prezzo  della benzina e calo del 8,8% di quello del diesel).

Il governo ha erogato sempre grazie al Mimit ben 9,5 miliardi di agevolazioni grazie ai Piani transizione 4.0 Transizione 5.0, la cui versione aggiornata è stata appena presentata insieme alla manovra.  le modifiche permetteranno alla misura alcune difficoltà iniziale sul suo cammino. Negli ultimi mesi comunque il tiraggio medio mensile è intorno ai 300 milioni di euro, mentre le prenotazioni hanno superato i 2,5 miliardi di euro, e la stima è che per ine anno si possa arrivare ai 3 miliardi. 

E poi c'è da segnalare il grande lavoro fatto dal ministro Urso per spingere l'Europa ad una decisa marcia indietro sulle regole del Green deal, cosa che sembra stia avvenendo, anche ala luce della ultima lettera della presidente della Commissione Von der Leyen, in cui apre ai biocarburanti e ad una revisione già il prossimo anno della contestatissima decisione di vietare i motori termici a partire dal 2035. Sette non paper su automotive, acciaio, semiconduttori semplificazioni definiscono molto bene gli sforzi che il ministero ha fatto di concerto anche con altri paesi sul tema.

Il 30 settembre 2025 Italia, Francia e Germania hanno presentato un non-paper trilaterale sull’Industrial Decarbonisation Accelerator Act, per farne il pilastro di una politica industriale europea a tutela delle imprese energivore, cuore della manifattura e della sovranità produttiva europea.

In considerazione del contributo fornito l’Italia assumerà a breve la Presidenza dell’Alleanza sulle Industrie Energivore con un preciso programma a supporto di questo settore, sia sotto forma di costi dell’energia più competitivi, sia nella promozione di fonti energetiche efficaci e rispettose della transizione green.

Ed infine in tre anni i tavoli di crisi sono passati da 55 a 38, con alcune importanti chiusure che hanno salvato posti di lavoro e insediamenti produttivi, come La Perla, Dema, Diageo, Coin, Tecnomeccanica,  Fos Prysmian, Jsw e Metainvest.