A febbraio il commercio estero italiano con i paesi extra Ue torna a muoversi in territorio positivo, con una crescita congiunturale sia delle esportazioni sia delle importazioni. Il rimbalzo è però più marcato dal lato degli acquisti: +8,5% rispetto al +4,9% dell’export.

A trainare le vendite all’estero sono soprattutto i beni strumentali, in aumento dell’11,1%, sostenuti anche da operazioni di grande valore legate ai mezzi di navigazione marittima. Crescono anche i beni intermedi (+4,9%) e, più moderatamente, i beni di consumo non durevoli (+1,2%). In calo invece l’energia (-13,8%) e, leggermente, i beni durevoli (-0,6%).

Sul fronte opposto, le importazioni mostrano un aumento diffuso in quasi tutti i comparti. Spiccano i beni di consumo non durevoli (+14,6%) e l’energia (+13,7%), mentre i beni strumentali sono l’unica voce in flessione (-0,9%).

Guardando al trimestre dicembre 2025–febbraio 2026, l’export registra un aumento dell’1,8%, sostenuto ancora una volta da beni intermedi (+8,5%) e strumentali (+1,1%). Nello stesso periodo, l’import cala dello 0,6%, frenato soprattutto dalla contrazione degli acquisti di beni non durevoli (-6,6%).

Su base annua, il quadro migliora sensibilmente rispetto a gennaio. A febbraio l’export cresce del 2,5%, dopo il -5,5% del mese precedente. La ripresa è trainata dai beni intermedi (+20,5%) e, in misura minore, da quelli strumentali (+3,0%). Le importazioni, invece, segnano una lieve flessione (-0,4%), risultato di due dinamiche opposte: da un lato il crollo degli acquisti di energia (-30,5%), dall’altro la crescita diffusa negli altri comparti, con i beni di consumo non durevoli in forte aumento (+22,4%).

Il saldo commerciale resta positivo e in miglioramento: a febbraio si attesta a +5,5 miliardi di euro, rispetto ai +4,8 miliardi dello stesso mese del 2025. Si riduce in modo significativo il deficit energetico, sceso a -3,4 miliardi dai -4,8 miliardi di un anno prima. Tuttavia, l’avanzo dei prodotti non energetici si assottiglia, passando da 9,6 a 8,9 miliardi.

Dal punto di vista geografico, emergono forti differenze tra i mercati. Le esportazioni crescono in modo deciso verso Svizzera (+33,1%), paesi OPEC (+14,5%) e Stati Uniti (+9,6%). Al contrario, calano verso Turchia (-27,8%), Regno Unito (-16,4%), ASEAN (-13,7%) e MERCOSUR (-13,5%).

Anche sul lato delle importazioni si registrano variazioni rilevanti: aumentano in modo consistente gli acquisti da Stati Uniti (+40,4%) e Cina (+20,4%), mentre diminuiscono quelli dai paesi OPEC (-28,9%), riflettendo il calo della componente energetica.

Nel complesso, febbraio segna un ritorno alla crescita per l’export italiano verso i mercati extra Ue, sia su base mensile sia annua. Tuttavia, parte di questo risultato è legata a operazioni straordinarie ad alto valore, come la vendita di navi. Al netto di questi effetti, la crescita appare più contenuta.

Anche le importazioni tornano ad aumentare su base mensile, mentre su base annua restano leggermente in calo per effetto della forte riduzione dell’energia. Escludendo quest’ultima, però, gli acquisti dall’estero crescono del 10,5%, segnale di una domanda interna ancora vivace.

Nel bimestre gennaio–febbraio 2026, l’avanzo commerciale raggiunge i 7,8 miliardi di euro, in netto miglioramento rispetto ai 5,2 miliardi dello stesso periodo del 2025. Un dato che conferma come, nonostante le incertezze globali, il commercio estero continui a rappresentare un pilastro per l’economia italiana.