La fiducia tradita: quando politica e istituzioni smettono di essere al servizio dei cittadini
L’ultimo rapporto Istat sulla fiducia nelle istituzioni fotografa un’Italia sospesa tra disillusione e speranza. Nel 2024 si registra una flessione generalizzata dei livelli di fiducia rispetto al 2023: un segnale che va oltre la statistica, riflettendo un malessere diffuso nella quotidianità degli italiani.
Le uniche istituzioni che mantengono livelli di fiducia elevati sono i vigili del fuoco, le forze dell’ordine – che registrano però un lieve calo tornando ai livelli del 2018 – e la Presidenza della Repubblica. Il Presidente della Repubblica continua a incarnare un simbolo di stabilità e garanzia, con il 45,2% dei cittadini che assegna punteggi tra 8 e 10, e solo il 7,6% che esprime completa sfiducia. Questo dato mostra chiaramente quanto gli italiani cerchino ancora punti di riferimento credibili al di fuori della politica quotidiana.
Il quadro diventa più preoccupante quando si osservano le istituzioni politiche. Nonostante un progressivo recupero di consenso dal 2012, Parlamento, governi nazionali e regionali e partiti politici continuano a occupare le ultime posizioni nella graduatoria di fiducia. Oggi solo il 40,8% dei cittadini assegna al Parlamento un punteggio sufficiente, il governo nazionale raggiunge il 37,3%, i governi regionali il 40,9% e i partiti politici stentano a superare il 22,4%. La politica appare distante dai cittadini, inefficiente e spesso incapace di rispondere alle reali esigenze della popolazione.
Anche il sistema giudiziario mostra segni di cedimento. Dopo anni di crescita di fiducia, nel 2024 i punteggi tra 6 e 10 scendono a circa il 44%, attestando la giustizia a metà della graduatoria. Solo nel Mezzogiorno la fiducia rimane più elevata, forse per una percezione di maggiore vicinanza con le istituzioni locali. In generale, più diminuisce la vicinanza territoriale tra cittadini e istituzione, più la fiducia cala: il governo nazionale ottiene appena il 37,3% di voti sufficienti, mentre le amministrazioni locali mantengono livelli leggermente più alti.
Questi dati non sono numeri freddi: riflettono la quotidiana frustrazione di milioni di italiani costretti a fare i conti con stipendi bassi, pensioni lontane, liste d’attesa interminabili per prestazioni sanitarie e una burocrazia soffocante. Non sorprende che la fiducia nei partiti e nella politica resti sotto la sufficienza e che la partecipazione elettorale cali, con più della metà degli elettori che diserta le urne.
Il messaggio è chiaro: senza un segnale concreto di vicinanza, efficienza e trasparenza, le istituzioni continueranno a perdere credibilità. Gli italiani cercano punti di riferimento affidabili, ma la politica rischia di restare lontana, percepita come incapace di governare per il conseguimento del "bene comune" e di rappresentare tutti i cittadini. Ripristinare la fiducia non è solo un obiettivo statistico, ma un’urgenza democratica: senza di essa, la distanza tra Stato e cittadini continuerà ad allargarsi, giorno dopo giorno.