Un uomo di 30 anni, identificato con le iniziali R. Z., è morto in ospedale dopo aver accusato un malore mentre si trovava nelle camere di sicurezza della questura di Pescara. L'uomo era stato arrestato intorno alle 11 di questa mattina dalla polizia, che lo aveva fermato in seguito a un presunto alterco in strada.
Secondo quanto riportato in una nota ufficiale, durante l'intervento degli agenti il trentenne avrebbe opposto resistenza, rendendo necessario — secondo la versione fornita — l'uso del taser in dotazione. Dopo l'arresto, R .Z. è stato condotto nei locali della questura per le procedure di rito, ma in quel momento ha iniziato a sentirsi male.
Il personale del 118 è intervenuto per prestare i primi soccorsi direttamente nella camera di sicurezza, per poi disporre il trasferimento urgente in ospedale. Le manovre di rianimazione effettuate dal personale medico non sono riuscite però a salvargli la vita.
Sulla vicenda sono attualmente in corso indagini da parte della Squadra Mobile di Pescara, coordinate dalla locale Procura. Il magistrato di turno dovrebbe disporre nelle prossime ore l'autopsia, che sarà cruciale per accertare le cause del decesso e verificare l'eventuale nesso tra l'uso del taser e la morte del giovane.
Restano molte le domande aperte sull'accaduto, a partire dalla dinamica dell'arresto fino alle condizioni cliniche di R. Z. al momento del fermo. L'inchiesta dovrà fare chiarezza anche su eventuali responsabilità e sulle modalità di utilizzo dell'arma elettrica in dotazione alle forze dell'ordine.
La scossa di un taser, per le regole in vigore in Italia, non può durare più di 5 secondi per una potenza massima di 50 mila volt, a basso amperaggio. I dardi devono essere collegati a cavi lunghi sette metri. Nella pistola c'è una memoria che registra tutte le fasi dell'intervento, orario compreso. Il soggetto colpito non è in grado di muovere le articolazioni e subisce una contrattura muscolare. La mente rimane lucida e in grado di ascoltare. L'effetto di immobilità svanisce in pochi secondi. Al di là di quali siano le condizioni del soggetto colpito, gli agenti sono obbligati a chiamare il personale sanitario che deve sincerarsi che la persona non abbia subito danni. A Pescara, nel caso sopra riportato, tale procedura è stata eseguita?
Sull'episodio, curiosamente, non vi è stato alcun commento social da parte del ministro e vicepremier Matteo Salvini, finora sempre pronto ad esaltare l'utilizzo del taser da parte delle forze dell'ordine.


