Fitto agli agricoltori: "Commissione non vuole scontro ma cooperare per trovare soluzioni"
"È opportuno ricordare che la proposta della Commissione europea rappresenta un segnale di avvio del percorso. Naturalmente, verificheremo il lavoro in corso con il Parlamento e con il Consiglio." ha detto in apertura del suo intervento al forum dell' alimentazione di Coldiretti che si tine a Roma, Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Ue, e responsabile per le politiche della coesione, oltre a quelle di pesca, trasporti ed agricoltura. Fitto deve difendere davanti ad una platea di agricoltori che hanno ancora il dente avvelenato ( non con lui, che considerano uno di loro) ma con la presidente Von der Leyen, per la sua decisione di accorpare in unico fondo, Pac e coesione, che toglie, secondo coldiretti, denaro al sostegno alla politica agricola comune.
Come ben spiega Fitto alla platea, la proposta parte proprio dalla salvaguardia del primo pilastro dell’agricoltura, confermando risorse pari a quasi 300 miliardi di euro, analoghe a quelle previste nell’attuale bilancio. "Vi è una nuova impostazione per il secondo pilastro dell’agricoltura, che sarà inserito all’interno del piano nazionale e regionale, con un ammontare superiore ai 450 miliardi di euro. Questo include il secondo pilastro dell’agricoltura e la politica comune della pesca."
Il suo intervento viene ascoltato con grande attenzione sia da Ettore Prandini, presidente Coldiretti e sia dal ministro dell'agricoltura Francesco Lollobrigida. "La grande sfida delle aree rurali interne, colpite da spopolamento, richiede un’azione coordinata su più fronti. Un approccio integrato tra politica di coesione e sviluppo rurale è fondamentale per offrire risposte sia settoriali che strutturali, come infrastrutture e servizi pubblici, per rendere questi territori più attrattivi e contrastare il fenomeno dello spopolamento." dice Fitto che pare convincere gli astanti sulla bontà del lavoro fatto da lui fino ad ora per difendere sia il ruolo delle regioni nella nuova coesione e sia gli agricoltori dai presunti tagli alla Pac.
"Un altro elemento rilevante è la revisione di medio termine, approvata definitivamente con un lavoro positivo con Parlamento e Consiglio. Tra le cinque nuove priorità, vi è la possibilità per le regioni di riposizionare le risorse anche sul tema dell’acqua, di grande rilevanza per il settore agricolo. Questi sono segnali chiari che vanno nella giusta direzione. Ora il lavoro proseguirà con la Commissione insieme a Parlamento e Consiglio. È importante sottolineare che la dimensione finanziaria della proposta a favore dell’agricoltura resta significativa, ma sarà necessario verificare, nel confronto con il Consiglio, la dimensione finanziaria dell’intero bilancio, tema su cui torneremo nei prossimi mesi. "
Fitto poi ribadisce che per lui non esiste scontro tra le istituzioni europee e i settori produttivo, ma si cerca un approccio costruttivo finalizzato a trovare soluzioni.
"Ritengo necessario adottare una valutazione più ampia, poiché la dimensione complessiva del bilancio potrebbe portare a considerazioni differenti. È infatti diverso chiedere più risorse mantenendo la stessa distribuzione senza cambiamenti, rispetto a trovarsi di fronte a un bilancio con un’ampiezza differente. La valutazione delle politiche deve sempre avvenire con una visione completa della situazione."Ad esempio, prendendo il bilancio attuale, le scelte fatte tra il 2019 e il 2021 su come distribuire le risorse tra i principali settori dello sviluppo e della coesione – con due terzi destinati all’agricoltura e un terzo agli altri settori – hanno determinato attuazioni successive caratterizzate da ritardi ormai fisiologici, anche per motivi di semplificazione."
Fitto quindi apre a probabili modifiche al progetto presentato dalla commissione, nel lungo iter che porterà alla sua definitiva approvazione.
"Gli atteggiamenti e i rapporti con la Commissione europea, soprattutto alla luce della presenza del Ministro, meritano di essere ricordati. Già con la prima revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, all’epoca del mio ruolo di Ministro, abbiamo messo in campo una proposta che ha incrementato di circa 3 miliardi di euro le risorse assegnate all’agricoltura."
Fitto ha parlato della proposta del governo italiano, di revisione finale del Piano per il periodo più recente, un’ulteriore implementazione di risorse, che, dice Fitto, la Commissione sta attualmente valutando. Complessivamente, se anche questa ultima proposta dovesse essere approvata, ci troveremmo di fronte a circa 8,5 miliardi di euro destinati all’agricoltura nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.