Affari di famiglia & C.
Ormai credere che le guerre si scatenano per difendere la libertà e la democrazia è una favola per i bimbi, ma sono deliberati attentati contro i popoli per permettere alle multinazionali di fare dei buoni affari sottraendo materie prime e petrolio ai paesi sottosviluppati a prezzi stracciati.
Alla collana di tragedie inflitte all’umanità per il profitto mancava una perla: un’operazione di pulizia etnica che coinvolge 2 milioni di palestinesi per realizzare un progetto immobiliare di “alto livello”.
Durante una conferenza stampa indetta dalla Casa Bianca, quando Trump parlò di trasformare Gaza nella “riviera del Medioriente” tutti i giornalisti rimasero attoniti, la stessa America si tacitò e così il resto del mondo: nessuno si aspettava una risoluzione del problema palestinese in quei termini.
Di chi era l’idea? Gliene aveva parlato un anno prima Jared Kushner, suo genero, illustrandogli il potenziale immobiliare della zona.
Chi è Jared Kushner? Appartiene ad una famiglia di ebrei ortodossi fuggita dalla Bielorussia a causa delle persecuzioni naziste, si stabilì a New York, dove il nonno materno creò un impero immobiliare. Il nipote Jared ha seguito la tradizione di famiglia frequentando una scuola religiosa ebraica, si laurea a Harvard, succedette al nonno nell’immobiliare e nel 2009 sposò Ivanka Trump.
Quando Trump fu eletto presidente la prima volta e si insediò alla Casa Bianca nel gennaio 2017 lo nominò suo consigliere strategico, lo definì: “(…) una risorsa straordinaria e un consigliere fidato durante la campagna elettorale e la transizione e sono orgoglioso di averlo in un ruolo di leadership chiave nella mia amministrazione” ed elogiandolo per “l’incredibile successo, sia negli affari che in politica”.
Occorre dare uno sguardo alla sua carriera da uomo d’affari e in quella successiva da politico a fianco di Trump al suo primo mandato. E come questi due suoi ruoli, oggi, si sovrappongono creando un enorme conflitto di interessi e, contemporaneamente, una spregiudicata mediazione politica immobiliare non solo in Medio Oriente.
Kushner è considerato “l’architetto” degli Accordi di Abramo, attraverso la normalizzazione delle relazioni diplomatiche, dal settembre 2020, ha portato Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Marocco e Sudan a riconoscere per la prima volta nella loro storia lo Stato d’Israele.
Gli Accordi di Abramo facevano parte del piano “Dalla pace alla prosperità”, l’amministrazione Trump, per risolvere la questione palestinese, propose l’annessione del 30% della Cisgiordania occupata nel 1967 dalle truppe israeliane ad Israele in cambio di uno Stato palestinese sul resto dell’attuale territorio e su Gaza. Ricordo che offrì del denaro ai palestinesi per abbandonare parte dei territori.
Il piano “Dalla pace alla prosperità” è stato rifiutato dai rappresentanti della Palestina e dalle Nazioni unite ma, grazie al ruolo di garante esercitato dagli Usa, ha consentito agli stati firmatari degli Accordi di Abramo di siglare una serie di nuove intese economiche regionali con Israele. Proprio per questa iniziativa diplomatica, nel marzo 2024, Kushner è stato premiato dalla Anti-Defamation League, la principale organizzazione pro-Israele negli Usa.
Con la fine del mandato e la mancata rielezione del suocero, Kushner ha creato il fondo di private equity Affinity Partners, con sede a Miami, dove lui stesso risiede. Un fondo a cui partecipano investitori provenienti dai Paesi del Golfo che ha tra i suoi principali interessi la partecipazione all’interno di diverse società in Israele. Affinity investe in Israele, in imprese legate ai coloni e all’esercito.
Da quando è stata fondata, Affinity ha raccolto più di tre miliardi di dollari, tra cui un impegno di due miliardi di dollari dal fondo sovrano dell’Arabia Saudita, che stava per normalizzare le sue relazioni con Israele prima del 7 ottobre 2023. Grazie ai fondi sauditi, ma anche a quelli provenienti da Qatar ed Emirati Arabi Uniti, l’impresa di Kushner ha acquisito una quota del 15% nell’unità di servizi automobilistici del gruppo israeliano Shlomo.
Grazie alle conoscenze politiche sviluppate durante il primo mandato di Trump e mantenendo una forte influenza sull’attuale amministrazione, Kushner sta portando avanti grandi progetti immobiliari, in Serbia e in Albania.
Nel 2024, il Senato Usa ha aperto un’indagine su Affinity, accusando Kushner di “vendere l’influenza politica al miglior offerente straniero”. L’inchiesta è poi passata al dipartimento di Giustizia ma, con il ritorno di Trump alla Casa Bianca, è molto difficile che prosegua.
Ritornando al genocidio in corso a Gaza, Kushner nel corso di un’intervista rilasciata nel febbraio 2024, organizzata dalla Middle East Initiative, un programma dell’Università di Harvard ha dichiarato: “Dal punto di vista di Israele, farei del mio meglio per trasferire la gente e poi ripulire tutto”, ha continuato: “(…) le proprietà sul lungomare di Gaza potrebbero essere molto preziose” anticipando di fatto quello che avrebbe detto Trump un anno dopo, una volta reinsediatosi.
Secondo una fonte confidenziale, la Reuters scrive che Kushner anche se nell’attuale amministrazione non ha assunto ufficialmente alcun incarico, esercita ancora una grande influenza sul suocero ed è un elemento attivo, pur restando nell’ombra, infatti continua a fornire consulenza sulla strategia mediorientale, influenza le nomine e ha guidato alcuni membri del gabinetto durante la transizione.
Due milioni di esseri umani sacrificati per i resort di lusso è un imperdonabile sacrilegio.