L'Europa cerca di blindare Kiev mentre Trump spinge per un accordo con Putin. Per tale motivo, i leader di Francia, Germania e Regno Unito tenteranno domenica di rafforzare la posizione dell'Ucraina, mentre il presidente Volodymyr Zelensky si prepara a un delicato incontro con Donald Trump a Washington. L'ex presidente statunitense, tornato al centro del gioco diplomatico, sta esercitando pressioni su Kiev affinché accetti un accordo per mettere fine alla guerra, dopo aver incontrato Vladimir Putin venerdì in Alaska.
Secondo fonti diplomatiche, durante quel vertice il leader russo avrebbe offerto di rinunciare a piccole porzioni di territorio occupato in cambio della cessione da parte di Kiev di ampie aree, inclusa l'intera regione di Donetsk.
Una proposta che per l'Ucraina appare inaccettabile: Mosca già controlla circa un quinto del Paese e tre quarti della stessa Donetsk, invasa per la prima volta nel 2014. Zelensky avrebbe respinto nettamente la richiesta, ribadendo che "fermare le uccisioni è il primo passo per fermare la guerra".
Il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier britannico Keir Starmer terranno un vertice virtuale del cosiddetto “coalition of the willing” alle 15. Secondo l'ANSA, alla riunione parteciperà anche Giorgia Meloni. Obiettivo: coordinare il sostegno a Kiev e garantire che l'Ucraina abbia voce nei futuri negoziati. Il vertice sarà coordinato da Bruxelles da Ursula von der Leyen e Volodymyr Zelensky.
I leader europei spingono per organizzare un incontro trilaterale tra Trump, Putin e Zelensky e vogliono definire solide garanzie di sicurezza per Kiev, con un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti.
Trump, dopo l'Alaska summit, avrebbe detto a Zelensky che Putin è disposto a congelare gran parte delle linee del fronte se Kiev cede Donetsk. Ma la vera svolta riguarda la posizione americana sul cessate il fuoco: prima dell'incontro con Putin, Trump chiedeva una tregua immediata come condizione per un negoziato. Dopo il summit, invece, ha sostenuto la linea russa, secondo cui l'accordo può arrivare anche senza fermare i combattimenti.
Per Kiev e gli alleati europei si tratta di un passo indietro pericoloso: "Il presidente americano ha ancora il potere decisivo, sia militarmente che tramite sanzioni e tariffe, per convincere Mosca", ha detto Merz.
Ed è forse per tale motivo che, già prima del vertice di oggi pomeriggio, è stato annunciato che la visita di Zelensky a Washington prevista per lunedì sarà invece la visita di una delegazione che vedrà il presidente ucraino accompagnato da numerosi leader di Paesi europei. Finora è stata confermata la presenza della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, del cancelliere tedesco Friedrich Merz, del presidente finlandese Alexander Stubb, del presidente francese Emmanuel Macron, del Segretario generale della NATO Mark Rutte, della premier Giorgia Meloni, del primo ministro britannico Keir Starmer.
Intanto sul terreno la guerra non si ferma. L'aeronautica ucraina ha segnalato nella notte 60 droni e un missile balistico russi, dei quali 40 sono stati neutralizzati. La Russia continua a guadagnare terreno dopo l'invasione su larga scala del febbraio 2022, mentre Putin mantiene le sue condizioni di lungo corso: nessuna adesione dell'Ucraina alla NATO e riconoscimento delle conquiste territoriali.
Per diversi osservatori, il summit in Alaska è stato una vittoria diplomatica per Putin: Trump ha abbandonato la richiesta di cessate il fuoco immediato. Ma resta sul tavolo un aspetto che l'Europa considera cruciale: le garanzie di sicurezza per l'Ucraina. Senza un impegno concreto degli Stati Uniti, avvertono gli analisti, Kiev rischia di trovarsi di nuovo scoperta, mentre Mosca potrebbe solo guadagnare tempo per riorganizzarsi e tornare ad attaccare.


