"Oggi la Camera dei Deputati ha dato il via libera definitivo alla proposta di legge sull'equo compenso. Una norma che ha l'intento di riconoscere e tutelare la qualità e la quantità del lavoro svolto dai liberi professionisti nei confronti dei cosiddetti contraenti forti".
Lo ha scritto la premier Giorgia Meloni sui social.
La legge sull'equo compenso è una norma che tutela i professionisti che svolgono prestazioni per imprese o pubbliche amministrazioni di grandi dimensioni. L'obiettivo è garantire una remunerazione adeguata alla qualità e alla quantità del lavoro svolto, in base a parametri ministeriali e deontologici.
La legge si applica a tutti i professionisti, ordinistici e non, e prevede delle clausole nulle per i contratti che non rispettano l'equo compenso. Inoltre, la legge rafforza il ruolo degli Ordini e dei Collegi professionali, che possono emettere pareri di congruità e segnalare le violazioni all'Osservatorio nazionale sull'equo compenso.
La legge è stata approvata definitivamente dal Parlamento nel 2023 e rappresenta una norma di civiltà e di tutela del lavoro autonomo.
La legge sull'equo compenso prevede alcuni principi fondamentali:
il compenso deve essere determinato in base a parametri ministeriali, che tengono conto delle specificità di ogni categoria professionale;
le clausole contrattuali che prevedono un compenso inferiore ai parametri ministeriali o che creano uno squilibrio tra le parti sono nulle;
il professionista ha diritto a ottenere il pagamento del compenso entro i termini stabiliti dal contratto o dalla legge;
il professionista può richiedere il parere di congruità del compenso al proprio Ordine o Collegio, che diventa titolo esecutivo se non contestato entro 40 giorni;
il professionista può avvalersi delle procedure di ingiunzione di pagamento o di quelle specifiche per le controversie in materia di onorari e diritti degli avvocati;
il professionista deve rispettare le disposizioni deontologiche previste dalla legge e dai codici di condotta delle proprie categorie.
La legge sull'equo compenso si applica a tutti i contratti stipulati tra i professionisti e le imprese con oltre 50 dipendenti o con un fatturato superiore a 10 milioni di euro, nonché a quelli conclusi con la pubblica amministrazione e le società partecipate. Si presume che tali contratti siano predisposti unilateralmente dai committenti, salva prova contraria.
Il testo è stato approvato con 213 voti a favore, nessun contrario, e 59 astenuti.


