Trump attacca Bad Bunny: allarme rosso tra i repubblicani ispanici
L'attacco del presidente Donald Trump contro la superstar portoricana Bad Bunny per l'esibizione all'intervallo del Super Bowl sta creando tensioni nel Partito Repubblicano. A preoccupare non è solo il tono, ma il bersaglio: una delle icone culturali più popolari tra gli elettori latini, in un momento politicamente delicato.
Trump ha definito lo show dell'8 febbraio “un affronto alla grandezza dell'America” e “uno schiaffo in faccia al Paese”, lamentando che fosse in gran parte in spagnolo. “Nessuno capisce una parola di quello che dice”, ha scritto sui social, criticando anche le coreografie, giudicate “disgustose” e inadatte ai bambini.
Parole che, secondo diversi strateghi repubblicani di origine ispanica, rischiano di avere un costo elettorale. Gli ispanici sono stati centrali nella coalizione che ha riportato Trump alla Casa Bianca nel 2024. Eppure, ora il sostegno mostra segnali di indebolimento.
Gli ispanici rappresentano circa un quinto della popolazione statunitense. Nel 2024 Trump ha ottenuto il 48% del voto latino, un risultato record per un candidato repubblicano, in crescita rispetto al 36% del 2020, secondo il Pew Research Center.
Ma un sondaggio di novembre condotto su oltre 5.000 elettori latini indica un calo di 12 punti percentuali tra chi lo aveva sostenuto. All'inizio del secondo mandato, nel gennaio 2025, il 93% dei latini che avevano votato per lui approvava il suo operato. Dieci mesi dopo, la quota è scesa all'81%.
A pesare, secondo analisti e leader economici, sono i prezzi ancora alti, il malcontento per i dazi e le politiche aggressive sull'immigrazione. Le retate in alcune città a forte presenza ispanica hanno avuto effetti anche economici: a Minneapolis, secondo la Camera di Commercio Ispanica, le imprese latine denunciano un calo delle vendite fino al 70% dall'inizio della stretta.
La polemica arriva mentre i repubblicani difendono una maggioranza risicatissima alla Camera. Diverse sfide decisive si giocano in distretti con forte presenza ispanica, in stati come California, Arizona e Colorado.
Vianca Rodriguez, ex funzionaria dell'amministrazione Trump e responsabile aggiunta per la comunicazione ispanica del Comitato Nazionale Repubblicano nel 2024, ha definito l'attacco un errore politico. “Ci farà più danni che benefici. Non era una battaglia culturale da aprire”, ha detto, pur ribadendo il suo sostegno al presidente.
Anche Mike Madrid, stratega repubblicano esperto di voto latino e critico storico di Trump, si è detto sorpreso: alienare “la circoscrizione più cruciale per la sopravvivenza politica” è, a suo avviso, incomprensibile.
Dal fronte della Casa Bianca, la portavoce Abigail Jackson ha ricordato che il sostegno record del 2024 si basava sulle promesse di far rispettare le leggi sull'immigrazione, deportare i criminali irregolari e contrastare l'inflazione dell'era Biden. Promesse che, sostiene, l'amministrazione sta mantenendo.
Ma Javier Palomarez, presidente dello U.S. Hispanic Business Council, afferma che molti imprenditori non vedono i benefici economici promessi. Secondo un sondaggio interno alla vigilia del voto del 2024, il 70% dei membri riteneva Trump il candidato migliore per risanare l'economia. Oggi quella quota sarebbe scesa al 40%.
Non tutti gli ispanici conservatori si sono detti offesi dalle parole del presidente. Denise Galvez Turros, cofondatrice di Latinas for Trump nel 2016, sostiene che Trump dovrebbe essere meno impulsivo, ma condivide le critiche all'artista, compresa l'osservazione sull'uso di slang portoricano difficile da comprendere.
Fonti vicine alla Casa Bianca riferiscono che il presidente intende intensificare la presenza nei distretti di confine e in quelli con ampia popolazione latina, nel tentativo di consolidare il sostegno in vista delle elezioni di medio termine.
Il nodo, però, è politico prima ancora che culturale. Per molti strateghi repubblicani, colpire una delle rare celebrazioni in prima serata della cultura latina rischia di rafforzare la percezione di distanza tra il partito e una comunità che nel 2024 aveva aperto un credito significativo. E che ora potrebbe chiuderlo più in fretta del previsto.
Fonte: Reuters