A volte si resta davvero interdetti, e capita di domandarsi come sia possibile che notizie così palesemente false o inventate abbiano un altrettanto e vasto successo in termini di accettazione e condivisione. Sarebbe però superficiale cavarsela con questioni di cultura, ignoranza e scarsa conoscenza dei fatti, perché la risposta probabilmente sta proprio nella nostra biologia; ed è tutta fatta di chimica.
I diffusori di fake news sanno benissimo quali leve utilizzare, e che quanto maggiore sarà il portato di negatività del messaggio veicolato tanto più grande sarà la sua efficacia.
La nostra chimica cerebrale infatti reagisce in modo nettamente diverso di fronte a notizie positive e negative, orchestrando risposte emotive e fisiche ben distinte attraverso il rilascio di diversi neurotrasmettitori e ormoni.
Una notizia positiva attiva il sistema di ricompensa del cervello rilasciando ormoni come la dopamina (piacere), endorfine (benessere) e serotonina che contribuiscono a stabilizzare l'umore, donando un senso di calma e serenità interiore
In sintesi, la chimica di fronte a una buona notizia ci porta verso uno stato di appagamento, vigilanza positiva e rilassamento generale.
Una notizia negativa, invece, innesca la risposta "lotta o fuga", un meccanismo evolutivo primario volto alla sopravvivenza. L’amigdala infatti, la regione del cervello responsabile dell'elaborazione delle emozioni, si attiva con grande intensità e rapidità proprio per rispondere alla minaccia rilasciando grandi quantità di cortisolo (ormone dello stress) e adrenalina, aumentando lo stato di allerta.
È importante notare che il nostro cervello è evolutivamente programmato per dare più peso e reagire con maggiore intensità alle informazioni negative rispetto a quelle positive, poiché queste ultime sono cruciali per la sopravvivenza. Questo processo è talmente intenso e veloce che a volte non solo ritarda ma anche annulla e bypassa l’elaborazione razionale con relativa verifica della oggettività reale della minaccia.
Si tratta di emozioni forti che si fissano nella memoria, ancora amplificate quando trovano conferma nei nostri pregiudizi, e che muovono alla azione dando via libera alla condivisione e una grande diffusione molto più di quanto potrebbe fare invece qualsiasi notizia positiva.
I diffusori professionali di fake news sono perfettamente a conoscenza di questi meccanismi dai quali sarà sempre più difficile per tutti difendersi, vista la potenza con cui veniamo tutti bersagliati e la sempre maggiore plausibilità che l’intelligenza artificiale riuscirà a dare ai loro messaggi. Il dubbio potrebbe salvarci, tutte le volte che riusciremo a domandarci… sarà vero?


