Politica

Sondaggi. FdI perde il 2%. È finita la luna di miele fra gli italiani e Giorgia Meloni?

C’è un dato che più di tutti fotografa lo stato di sofferenza della politica italiana: il 50% di astenuti ad ogni tornata elettorale. È lì, in quella zona grigia e sempre più vasta, che si gioca la vera partita. I numeri del sondaggio Only Numbers raccontano sì di un calo per Fratelli d’Italia e di un riassestamento delle opposizioni, ma soprattutto certificano una fragilità strutturale: nessuna forza politica oggi rappresenta davvero il Paese reale.

Il -2% di Fratelli d’Italia non è una caduta rovinosa, ma è un segnale politico chiaro. La “luna di miele” è finita. Giorgia Meloni entra nella fase più difficile di ogni governo: quella in cui le promesse devono diventare risultati tangibili. E quando questi risultati tardano ad arrivare - soprattutto su salari e pensioni - l’erosione del consenso diventa inevitabile. Non è un crollo, ma un logoramento lento, quasi fisiologico, che colpisce in particolare l’elettorato più esposto al caro vita e alle penalizzazioni previdenziali.

Eppure, il centro-destra nel suo complesso regge. Il 45,1% resta una base solida, persino superiore al risultato delle politiche del 2022. Questo significa che il calo di Fratelli d’Italia non si traduce automaticamente in una crisi di coalizione. Piuttosto, suggerisce una redistribuzione interna e una maggiore volatilità dell’elettorato.

Sul fronte opposto, la situazione è più complessa. Il Partito Democratico di Elly Schlein perde lo slancio post-referendario e torna a fare i conti con una crescita che non si consolida. Il cosiddetto effetto “wow” si è esaurito rapidamente, segno che l’entusiasmo non si è tradotto in radicamento. In parallelo, il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte continua a muoversi con una certa resilienza, intercettando parte del malcontento sociale e guadagnando terreno.

Ma il vero nodo della sinistra resta politico prima ancora che elettorale: la leadership. Schlein ha il peso del partito maggiore, Conte quello del consenso personale. In mezzo, si affacciano ipotesi di primarie o addirittura di un “federatore” esterno. È il segno di una coalizione che esiste nei numeri ma fatica a trovare una sintesi politica. Il “campo largo” può vincere sulla carta, ma senza una guida riconosciuta rischia di restare un’operazione aritmetica.

C’è poi un altro elemento destinato a pesare sempre di più: la soglia di sbarramento al 3%. Essa incombe come una scure sui piccoli partiti, da Italia Viva a +Europa, costringendoli a scegliere tra irrilevanza e alleanze forzate. È una dinamica che favorisce la concentrazione, ma che può anche accentuare la distanza tra offerta politica e rappresentanza reale.

E qui torniamo al punto di partenza. Se si depura il dato dagli astenuti, Fratelli d’Italia vale il 15,1% reale, il Partito Democratico il 12,3%. Nessuno supera un elettore su cinque. È un dato impressionante, che dovrebbe imporre una riflessione profonda: i partiti sono forti nei sondaggi, ma deboli nella società.

Il vero vincitore, oggi, è la disaffezione alla politica, l'astesnsionismo! Gli italiani non cambiano solo preferenza: sempre più spesso scelgono di non scegliere, di non votare! E questo trasforma radicalmente il terreno della competizione politica. Non basta più convincere: bisogna mobilitare, riattivare, riportare alle urne chi si è allontanato.

In questo scenario, le elezioni del 2027 non saranno semplicemente una sfida tra coalizioni. Saranno un test sulla capacità della politica di ricostruire un rapporto con il Paese reale. Perché il consenso, oggi, non si misura solo in percentuali, ma nella fiducia - sempre più rara - di chi decide ancora di partecipare.

Qui il sondaggio Only Numbers per Porta a Porta diffuso martedì 7 aprile, con rilevazioni al 6 aprile e con variazioni di voto rispetto al 4 marzo 2026:

Fratelli d’Italia:  27,3% (-2%);
Partito Democratico:  22,3% (-0,7%);
Movimento 5 Stelle:  11,7% (+1,2%);
Forza Italia:  8,8% (-0,2%);
Lega: 8,3% (-0,2%);
Alleanza Verdi e Sinistra:  6,5% (=);
Futuro Nazionale:  3,4% (+0,1%);
Azione:  3,2% (+0,4%);
Italia Viva: 2,4% (-0,2%);
+Europa:  1,9% (+0,5%);
Noi Moderati: 0,7% (+0,2%);
altri partiti: 3,5% (+0,9%).

Autore Freeskipper Italia
Categoria Politica
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