Trump colpisce le maggiori compagnie petrolifere russe: nuove sanzioni scuotono i mercati e complicano il conflitto in Ucraina
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato ieri sanzioni contro le due più grandi compagnie petrolifere russe, Rosneft e Lukoil, segnando un brusco cambiamento nella sua politica nei confronti della guerra in Ucraina. La mossa ha immediatamente fatto impennare i prezzi del petrolio globale di oltre il 3% e ha spinto l'India a valutare un taglio agli acquisti di greggio russo.
Le due aziende colpite rappresentano più del 5% della produzione mondiale di petrolio, e le sanzioni mirano a limitare i finanziamenti della Russia per la guerra in Ucraina. Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha chiarito che Washington è pronta a ulteriori misure: "Dati i ripetuti rifiuti del presidente Putin di porre fine a questa guerra insensata, il Tesoro sta sanzionando le due maggiori compagnie petrolifere russe che finanziano la macchina bellica del Cremlino. Incoraggiamo i nostri alleati a unirsi a noi e a rispettare queste sanzioni".
La reazione di Mosca non si è fatta attendere: Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha minimizzato l'impatto delle sanzioni, sostenendo che la Russia ha sviluppato una "forte immunità" a restrizioni di questo tipo. L'ex presidente Dmitry Medvedev ha definito le azioni di Trump "un atto di guerra".
Trump e il summit cancellato con Putin
Solo la scorsa settimana, Trump aveva annunciato la possibilità di un summit con Vladimir Putin a Budapest per cercare una soluzione al conflitto. Mercoledì, tuttavia, ha fatto marcia indietro: "Abbiamo cancellato l'incontro con il presidente Putin — semplicemente non mi sembrava giusto. Non sembrava che saremmo arrivati al risultato che dobbiamo raggiungere. Lo cancello, ma lo faremo in futuro", ha dichiarato alla Casa Bianca.
La posizione di Trump sul cessate il fuoco è apparsa altrettanto instabile: dopo aver abbandonato l'idea di un'immediata sospensione delle ostilità per concentrarsi su un accordo di pace globale, nelle ultime ore il presidente americano sembra tornato a sostenere un immediato cessate il fuoco, allineandosi con la richiesta di Kyiv, mentre Mosca insiste che tale misura sarebbe solo una pausa temporanea per l'Ucraina.
Reazioni internazionali e impatto economico
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha ringraziato gli Stati Uniti per le sanzioni, definendole “molto importanti”, ma ha sottolineato che servono ulteriori pressioni per costringere Mosca a negoziare seriamente. L'Unione Europea si prepara a discutere a Bruxelles un prestito da 140 miliardi di euro a Kyiv utilizzando beni russi congelati, mentre Mosca minaccia una “risposta dolorosa” se le risorse venissero sequestrate.
Nel frattempo, il conflitto sul campo continua. Droni russi hanno attaccato la capitale ucraina per la seconda notte consecutiva, ferendo nove persone, mentre le difese aeree russe avrebbero abbattuto 139 droni ucraini. La capitale russa ha annunciato di aver neutralizzato un drone diretto verso Mosca.
L'impatto economico delle sanzioni potrebbe essere mitigato dal fatto che la principale entrata dello Stato russo proviene dalle tasse sulla produzione, non dalle esportazioni. Tuttavia, alcuni analisti prevedono che la Russia sarà costretta a vendere il petrolio a prezzi scontati sui mercati globali per compensare il rischio percepito dalle sanzioni americane.
Le nuove sanzioni segnano un punto di svolta nella politica di Trump verso la guerra in Ucraina, passando da un'apertura a negoziati con Putin a una linea dura volta a indebolire finanziariamente il Cremlino. Con il conflitto che entra nel quarto anno, l'attenzione internazionale rimane alta e la volatilità dei mercati energetici è destinata a perdurare.