La Formula 1 non si ferma dopo l’esordio stagionale di Melbourne e resta nell’area Asia-Pacifico per il secondo appuntamento del Mondiale: il Gran Premio di Cina, sul circuito di Shanghai. La gara rappresenta un passaggio particolarmente significativo per tutti i team perché segna anche il primo weekend Sprint della stagione e uno dei primi veri banchi di prova per le nuove vetture introdotte nel 2026.
Il fine settimana cinese sarà per tutte le scuderie un’occasione per continuare a conoscere monoposto profondamente diverse da quelle degli anni passati. Le nuove macchine hanno infatti subito cambiamenti importanti in diversi ambiti, dall’aerodinamica alla gestione dell’energia, e dopo una sola gara disputata i dati disponibili restano ancora limitati. In questo contesto, la preparazione al simulatore e la capacità di sfruttare al massimo l’unica sessione di prove libere diventano fattori decisivi.
Il formato Sprint comprime infatti il programma del weekend. Venerdì è prevista una sola ora di prove libere, alle 11.30 locali, seguita nel pomeriggio dalla Sprint Qualifying che determinerà la griglia della gara breve. Sabato mattina si disputerà la Sprint sulla distanza di 19 giri, poco più di 103 chilometri, mentre nel pomeriggio si tornerà in pista per le qualifiche della gara principale. Il Gran Premio scatterà domenica alle 15 locali e si correrà su 56 giri, per un totale di poco più di 305 chilometri.
Lo Shanghai International Circuit è uno dei tracciati più tecnici del calendario. Lungo 5,451 chilometri, alterna curve lunghe e a raggio variabile a staccate molto violente. Il punto più caratteristico è la curva 1, un tornante verso destra che si stringe progressivamente. Nel settore centrale servono stabilità e buon bilanciamento aerodinamico nelle curve di media velocità, mentre l’ultimo tratto è dominato da un rettilineo di oltre 1,3 chilometri che porta alla frenata di curva 14, uno dei principali punti di sorpasso.
Proprio su una pista come Shanghai, le nuove vetture 2026 potrebbero mostrare caratteristiche particolari. Il diverso equilibrio tra motore termico ed elettrico e l’introduzione di sistemi aerodinamici attivi progettati per ridurre la resistenza sui rettilinei rendono infatti decisiva la gestione dell’energia e delle fasi di attacco e difesa.
Con una stagione appena iniziata e un regolamento tecnico completamente rinnovato, il quadro competitivo resta ancora aperto. Per questo ogni sessione in pista diventa fondamentale per raccogliere informazioni e migliorare la comprensione del pacchetto vettura-power unit.


