“Delle tue antiche ali” al Salone del Libro di Torino con Aletti Editore
Aletti Editore porta al Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 14 al 18 maggio 2026 presso il Lingotto Fiere, l’opera “Delle tue antiche ali” di Francesca Favaro. La silloge della docente di Italiano, Latino e Greco al Liceo Classico “Tito Livio” di Padova, città in cui è nata e vive - pubblicata nella collana “Altre Frontiere” dell’Aletti editore - si configura come un percorso di avvicinamento all’infinito e alla pienezza dell’espressione, in cui la vita si riflette anche solo in una sfumatura. Il titolo nasce da una suggestione classica e rimanda al mito platonico dell’anima narrato nel Fedro, raffigurata come una biga alata: immagine che diventa simbolo del respiro divino e della natura profonda dell’essere umano, spesso dimenticata ma ancora vibrante. I versi prendono forma da attimi della realtà, ricordi, fantasie e intuizioni, intrecciandosi alla memoria dell’antico, inteso come sorgente primaria di bellezza e di senso. Tra memoria e presente, la parola poetica si fa luogo di riconoscimento e di ascolto.
Per l’autrice, la poesia non è evasione né astrazione, ma esperienza umana concreta, capace di generare empatia e consapevolezza. La raccolta è disponibile anche in versione e-book e in traduzione francese, realizzata in collaborazione con SSML Istituto di Alti Studi Linguistici Carlo Bo, in un dialogo linguistico che apre nuove prospettive di lettura e di ascolto. La silloge invita il lettore a un contatto intimo con la parola poetica, affinché anche solo un istante di meraviglia - un suono, una parola, un brivido - possa diventare riconoscimento, bellezza e memoria condivisa.
«La possibilità di presentare Delle tue antiche ali al Salone Internazionale del Libro di Torino - commenta l’autrice - è per me motivo di orgoglio e di emozione: si tratta, infatti, di un riconoscimento che proietta in una vastissima platea, nel contatto diretto con il pubblico dei lettori in una dimensione diversa rispetto a quella di più circoscritte presentazioni. La speranza, naturalmente, è quella che anima tutti gli autori, ossia che la propria opera venga conosciuta, condivisa, apprezzata o, anche, discussa».