Cultura e Spettacolo

MalìaTheBand e l’energia emotiva di “Dalla fine in poi”

Con “Dalla fine in poi”, i MalìaTheBand portano al pubblico un lavoro che racconta la fine come punto di partenza. 

L’album, frutto  o di una profonda trasformazione personale e artistica, intreccia energia pop-rock, delicatezza cantautorale e una scrittura che non teme la vulnerabilità. 

 

 

Raccontate la fine non come chiusura, ma come un nuovo respiro. Qual è stato il primo momento in cui avete capito che la vostra “fine” stava diventando un inizio? 

Nel momento stesso in cui ho iniziato a scrivere le canzoni ho capito che stavo chiudendo un ciclo di vita. Da lì in poi potevo solo andare avanti ,scegliendo consapevolmente di farlo in modo diverso rispetto al passato. È stato in quel preciso istante che tutto ha avuto inizio. Con la pubblicazione dell’album ho poi esalato definitivamente  l’ultimo respiro di quella vita, per tornare a respirare qualcosa di nuovo: una nuova fase, un nuovo inizio.

Nel disco si percepisce una forte catarsi emotiva. La musica è stata un mezzo di guarigione o una conseguenza del percorso che stavate vivendo? 

Mettere le  emozioni in musica è stato il modo più naturale per tirarle fuori. È successo mentre stavo vivendo quel percorso, senza pensarci troppo. Scrivendo e trasformando le emozioni in parole e suoni ho iniziato a guardarle davvero, ad attraversarle, e in questo processo mi sono anche curata da sola. Per me la musica è: il mio modo di comunicare con me stessa, perché mi aiuta a capire e analizzare quello che ho dentro, e con gli altri, perché mi permette e di condividere emozioni che spesso non saprei esprimere in nessun altro modo. 

Le dinamiche degli arrangiamenti cambiano spesso, dal fragilissimo al pieno: è una metafora della vostra storia come band?

No, non è una metafora della nostra storia come band. Gli arrangiamenti nascono dal bisogno di sottolineare il significato delle parole, quelle più fragili come quelle più forti . Cambiano in base a quello che proviamo mentre ascoltiamo e viviamo i testi , ed è da lì che nascono e si sviluppano.

Dopo questo album così personale, cosa significa per voi “proteggere” la vostra identità artistica?

Per noi proteggere la nostra identità artistica significa restare fedeli a quello che siamo. Non cambiamo perché qualcuno ci dice di farlo, cambiamo solo se noi senti amo davvero la necessità di farlo. L’evoluzione fa parte del percorso, è naturale che avvenga nel corso della vita e della crescita artistica, ma nasce sempre da dentro, non da fuori

https://open.spotify.com/intl-it/artist/0OwJ372pbxiLm5P903TbXr

Autore micro961
Categoria Cultura e Spettacolo
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