Alcune reazioni dall'opposizione alla vergognosa dichiarazione di Giorgia Meloni nel non voler riconoscere lo Stato di Palestina.
Nicola Fratoianni, AVS: "Per la presidente del consiglio Meloni non è tempo per riconoscere lo Stato palestinese, una posizione vigliacca subalterna alle peggiori intenzioni del suo vate Trump. Le acrobazie lessicali, i giri di parole retoriche e vuote confermano una posizione dell’Italia profondamente sbagliata di fronte all’abisso morale.Piuttosto non c’è più tempo per salvare centinaia di migliaia di palestinesi, donne, uomini, bambini che si stanno spegnendo come candele per colpa degli amici di Meloni, Tajani e Salvini che li stanno affamando come si faceva negli assedi nei secoli bui del medioevo.E anche il loro continuo ed assordante silenzio per non voler sostenere e difendere una nostra connazionale, Francesca Albanese, attaccata continua dai criminali del governo Netanayahu e dagli uomini di Trump la dice lunga sul coraggio e la coerenza di chi dal governo italiano sta gettando nella vergogna il nostro Paese.Noi continuiamo ad insistere per rivendicare un ruolo dignitoso per l’Italia affinché le ragioni della Palestina siano riconosciute e lo sterminio di quel popolo venga fermato, noi continuiamo a difendere la relatrice Onu con la petizione online che proprio in questi minuti ha superato le 90mila adesioni".
Angelo Bonelli, Verdi: "Le dichiarazioni di Giorgia Meloni sul riconoscimento dello Stato di Palestina sono gravi e inaccettabili. Dire che ‘non è il momento’ e che sarebbe addirittura ‘controproducente’, mentre a Gaza si continua a morire di fame e sotto le bombe, è il segno di una totale subalternità politica e morale al carnefice Netanyahu e alla destra israeliana.Meloni parla di ‘processo politico’ e di ‘tempi non maturi’ mentre da oltre nove mesi assistiamo a una guerra spietata, con più di 58.000 morti – di cui oltre 20.000 bambini – ospedali rasi al suolo, scuole bombardate, aiuti umanitari bloccati e un’intera popolazione condannata alla fame e alla sete.Meloni finge di sostenere l’obiettivo di uno Stato palestinese, ma nei fatti lo boicotta, coprendo l’occupazione militare, le stragi di civili e l’assedio che l’ONU ha denunciato come crimine contro l’umanità. È un governo che continua a mentire sulle forniture militari a Israele, che non revoca gli accordi di cooperazione e che si allinea alle posizioni più reazionarie di Trump.Il riconoscimento dello Stato di Palestina è oggi un atto necessario per fermare l’aggressione israeliana, non un dettaglio diplomatico da rinviare all’infinito. Meloni si rifiuta di farlo per non disturbare i suoi alleati politici e ideologici: questa non è prudenza, è complicità.Mentre Macron rompe il silenzio e altri Paesi europei si muovono, l’Italia resta ferma, immobile, succube. Un governo codardo, che volta le spalle al diritto internazionale, ai diritti umani e alla verità.Giorgia Meloni, quanti bambini ancora devono morire di fame o sotto le bombe affinché l’Italia sanzioni il criminale e carnefice Netanyahu?"
Giuseppe Conte, M5s: "Diamo atto a Giorgia Meloni di un raro gesto di coerenza: si è tolta la maschera e ha detto senza mezzi termini che i palestinesi ad oggi non hanno diritto al riconoscimento di un proprio Stato. Dopo i balbettii in sede ONU e mentre continua il suo complice silenzio sul massacro genocida di Netanyahu, la premier spiega alla stampa - ma senza mettere la faccia davanti le telecamere - che il riconoscimento di uno Stato di Palestina sarebbe oggi ‘controproducente’ che ‘non è il momento’.E quale scusa accampa per giustificare questa miserevole tesi? L’assenza di uno Stato, di un territorio in cui i palestinesi siano sovrani artefici della propria esistenza.Una scusa vile, che ignora il sistematico piano di sterminio e deportazione con cui il Governo israeliano sabota soluzioni che muovono verso il principio del due popoli due Stati.La giustificazione codarda di chi chiude gli occhi davanti alle violente espansioni dei coloni ebrei in Cisgiordania a danno dei villaggi palestinesi, patrocinate dall’esercito israeliano nel silenzio della comunità internazionale. Un atto di sudditanza - l’ennesimo - verso il criminale di guerra Netanyahu.Dopo 60mila morti - di cui 20mila bambini - il Governo Meloni continua a remare contro la pace in Medio Oriente e contro i diritti del popolo palestinese. Continua a giustificare il genocidio e lo fa dopo una manciata di ore dalle parole del ministro israeliano Amihai Ben-Eliyahu: “Tutta Gaza sarà ebraica... il governo sta spingendo affinché Gaza venga cancellata”.Giorgia qui siamo ben oltre la politica. Qui è in gioco quel minimo senso di umanità che tutti noi dobbiamo conservare a prescindere dai colori politici.Qui si impone un supremo imperativo morale: compiere ogni azione possibile per contribuire a fermare questo genocidio!"
Gianni Cuperlo, PD:"SALVINI, 'riconoscere Stato Palestina è un regalo ad Hamas' 'E' come se ai tempi avessimo ragionato con le Brigate Rosse' (ANSA) - FIRENZE, 26 LUG - "Riconoscerlo adesso è un regalo ad Hamas, è un regalo ai terroristi islamici". Lo ha affermato Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio, a proposito dell'annuncio del presidente francese Emmanuel Macron di voler riconoscere lo Stato di Palestina.
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Ho sempre creduto che la politica fosse anche il rispetto dell’interlocutore (e dell’avversario) dentro una logica che deve tendere a cogliere la quota di vero o giusto presente nelle ragioni dell’altro. Ma questa frase del leader della Lega gronda ignoranza e cinismo, riflette una miseria culturale (nel senso di storica), politica e umana che non è perdonabile.Era stata stamane la presidente del Consiglio ad aprire il sentiero spiegando che per il riconoscimento della Palestina “non è ancora tempo”.
Forse per lei il tempo giusto somiglia alla sorte di Maya e Aztechi: riconoscere lo Stato di Palestina quando anche l’ultimo palestinese sarà ricordo di un’altra epoca. Tutto questo a commento della dichiarazione resa ieri dal presidente Macron: l’annuncio che la Francia quel riconoscimento farà nelle prossime settimane.Tanto è bastato a caldo per far dire al presidente degli Stati Uniti che le parole del suo omologo francese “non contano nulla” anche se “è un bravo ragazzo” (sic). Trump straparla e Meloni segue a ruota. Poi, arriva anche il capo leghista con tutta la baldanza della sua inconsistente arroganza e poderosa inconsistenza morale.Siamo pur sempre l’Italia e nel passato abbiamo espresso una politica estera fatta di strategia e visione sul tempo e sul mondo. Al netto dei troppi errori nostri, questa deriva un grande Paese non la meritava e invertire rotta diventa ogni giorno di più un imperativo etico".


