SPORTITALIA - Alfredo Pedullà: “L’eventuale piazzamento tra le prime 4 sarebbe comunque una miseria per il Napoli di Conte considerando quanto speso sul mercato. Sicuramente ieri Manganiello ha sbagliato, ma gli arbitri sbagliano con tutti e quindi non si può piangere a senso unico. A Genova il rigore è infatti detto definito inesistente dall’AIA, quindi gli sbagli sono contro ed a favore.

È inaccettabile per me che Conte, considerato il suo stipendio ed il mercato avuto, venga criticato poco in proporzione ad altri allenatori che sono massacrati anche quando perdono una partita.
Per Conte è sempre colpa degli altri. Non ho mai sentito dire “É colpa mia”. Conte si rifugia negli infortuni, ma l’uscita dalla Champions rimane ingiustificabile.

Se De Laurentiis avesse saputo che Conte sarebbe arrivato trentesimo in Champions League non avrebbe speso tutti questi soldi. Non dimentichiamoci che Conte ha avallato le operazioni Lang e Lucca, attualmente ceduti in prestito oneroso con diritto di riscatto.
Conte si è accorto di Vergara solo grazie agli infortuni altrui. Conte nel secondo anno di lavoro é un problema: é rimasto a Napoli solo perché non ha ricevuto certe chiamate o perché ha rinunciato lui. Conte non ha alibi.

Le big europee non vogliono Conte perché non all’altezza di una campagna europea.
Conte ha detto “Ad ogni conferenza ricordo il numero 2, ovvero i titoli vinti a Napoli”. Do un consiglio a Conte: ricordi anche il numero 30, la posizione del suo Napoli in Champions. Sei arrivato dietro al Pafos nonostante una campagna acquisti faraonica di De Laurentiis.
L’onta del trentesimo posto a mio avviso è incancellabile. Lo stesso presidente si è stancato. L’autocritica sarebbe doverosa”.