Il francese della Honda firma un clamoroso 1:29.907 davanti a Di Giannantonio e Bagnaia, protagonista di una scivolata nel finale. Fuori dalla top ten Marc Marquez, costretto a passare dalla Q1 in un venerdì che ribalta gerarchie e certezze nel GP di Francia.

A Le Mans, davanti al pubblico di casa e in un clima già da gara della vita, Johann Zarco ha trasformato il venerdì del Gran Premio di Francia sponsorizzato Michelin in una dichiarazione d’intenti che va oltre il semplice miglior tempo. Il pilota della CASTROL Honda LCR ha chiuso la Practice con uno straordinario 1:29.907, nuovo riferimento della pista, facendo esplodere l’entusiasmo delle tribune francesi e confermando che, in una MotoGP sempre più compressa nei valori, anche gli equilibri apparentemente consolidati possono essere ribaltati nel giro di pochissimo tempo.

Il dato più significativo non è soltanto il dato cronometrico, ma il modo in cui è arrivato. Zarco ha mostrato solidità, fluidità e aggressività controllata, qualità che negli ultimi mesi erano emerse solo a sprazzi in casa Honda. In un campionato dominato quasi sempre dal peso specifico di Aprilia e Ducati, vedere una RC213V davanti a tutti, per di più a Le Mans e con un pilota francese, ha inevitabilmente assunto un valore simbolico enorme. Non si tratta ancora di una rivoluzione tecnica certificata, ma certamente di un segnale sportivo che scuote il paddock.

Dietro al francese si sono piazzate due Ducati, quelle di Fabio Di Giannantonio e Francesco Bagnaia. Il pilota del Pertamina Enduro VR46 Racing Team ha confermato il suo eccellente momento di forma, sempre più lontano dall’etichetta di outsider occasionale e ormai stabilmente inserito nel gruppo dei protagonisti. Bagnaia è stato competitivo sul passo e sul giro secco, anche se tradito da una caduta arrivata negli ultimi secondi, episodio che non cancella il terzo tempo ma che lascia comunque aperte alcune riflessioni sulla gestione dei limiti della Ducati in una fase della stagione in cui ogni dettaglio pesa.

Alle spalle del trio di testa il venerdì francese ha fotografato una griglia estremamente serrata, con distacchi racchiusi in neppure due decimi. Alex Marquez ha chiuso quarto davanti a Joan Mir, con la Honda che, almeno sul giro secco, sembra finalmente respirare dopo mesi complicatissimi. Jorge Martín ha ottenuto il sesto tempo senza particolari squilli, quasi in controllo, mentre Marco Bezzecchi ha portato l’altra Aprilia in settima posizione. Più indietro Alex Rins, Ai Ogura e Pedro Acosta, con quest’ultimo finito a terra ma comunque capace di restare nella top ten utile per l’accesso diretto alla Q2.

La vera notizia, però, è inevitabilmente un’altra: Marc Marquez dovrà passare dalla Q1, a causa di una combinazione di traffico, errori e mancanza di feeling che non gli hano consentito di entrare tra i primi dieci. Per uno come lui, abituato a trasformare le difficoltà in spettacolo, la Q1 non rappresenta una condanna, ma resta comunque un campanello d’allarme significativo. Anche perché il problema non riguarda soltanto il risultato del venerdì: il rischio è dover consumare energie, gomme e lucidità già dalle prime ore del sabato.

Fuori dalla Q2 anche Raul Fernandez e Fermín Aldeguer, altri due nomi che puntavano a un venerdì migliore. Eppure è proprio questa imprevedibilità crescente a rendere la MotoGP attuale così feroce e spettacolare: basta una minima esitazione, una bandiera gialla o un giro imperfetto per precipitare dalla prima fila virtuale alla zona grigia della Q1.

Sabato mattina, con la FP2 in programma alle 10:10, sarà già tempo di verità. Zarco dovrà dimostrare che il record della Practice non è stato soltanto un lampo emotivo alimentato dal fattore campo, Bagnaia proverà a ritrovare serenità dopo la caduta e Marc Marquez sarà chiamato all’ennesima rimonta della sua carriera. Ma il messaggio arrivato da Le Mans è già chiarissimo: questo Mondiale non concede tregua a nessuno, nemmeno ai suoi re più celebrati.

Questo il programma del sabato della MotoGP...

10:10 – FP2
10:50 – Qualifiche
15:00 – Tissot Sprint (13 giri)