Tavolo di confronto al Mimit sulla vertenza Riello, azienda specializzata nella produzione di sistemi di climatizzazione attualmente controllata dalla multinazionale americana Carrier, convocato per confermare e monitorare il percorso di acquisizione da parte del Gruppo Ariston.
Ariston Group, infatti, ha sottoscritto un accordo con Carrier Global Corporation per l'acquisizione del 100% delle azioni e dei diritti di voto di Riello Group e Riello America.
Torna quindi in mano di una company italiana il gruppo fondato nel 1922 a Legnago, leader nel comparto della climatizzazione, che vanta nel proprio portafoglio marchi di prestigio internazionale come Riello e Beretta.
Per il 2025, i ricavi netti dell’impresa veronese si stimano pari a circa 400 milioni di euro con un Ebitda rettificato pari a circa 35 milioni di euro.
Tutte le sue strutture industriali saranno trasferite ad Ariston Group, inclusi gli stabilimenti produttivi di Legnago e Volpago (Veneto, Italia), Torun (Polonia), Shanghai (Cina), il sito di assemblaggio e testing di Mississauga (Ontario, Canada) e i centri di ricerca e sviluppo di Lecco e Angiari (sempre nel Veronese).
Circa 1.150 dipendenti Riello entreranno in Ariston, la metà dei quali in Italia. Domani (18 dicembre), alle ore 11, al ministero delle Imprese e del Made in Italy, è previsto un tavolo per chiarire i dettagli del passaggio.
«Il gruppo Riello, indiscusso protagonista dell'industria italiana, torna dopo anni in mani italiane. L'acquisizione da parte di Ariston Group chiude un percorso complesso, seguito in ogni sua fase dal Mimit, e segna un passaggio industriale di rilievo strategico». Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, circa l'acquisizione del gruppo Riello da parte dell'italiana Ariston Group. «Un'operazione - ha aggiunto Urso - che rafforza la filiera del Paese, tutela l'occupazione e garantisce continuità e sviluppo alle attività produttive, nell'ambito di una strategia di crescita solida e di lungo periodo».
Il ministro Urso particolarmente soddisfatto per questo importante accordo ha anche detto a margine del tavolo al Mimit. “Partendo da una situazione di crisi, oggi siamo nelle condizioni di scrivere una nuova pagina industriale per il nostro Paese nel settore energetico. Questo passaggio rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il sistema produttivo nazionale e tutelare l’occupazione”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso.
Nel corso della riunione, il Gruppo Ariston ha confermato che l’ingresso di Riello nel Gruppo costituisce un rafforzamento significativo del patrimonio industriale italiano e ha inoltre precisato che il piano industriale, una volta definito, verrà condiviso con tutte le parti coinvolte.
Il Mimit, dal canto suo, ha espresso apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato dal Gruppo Carrier nell’individuazione della migliore soluzione industriale e occupazionale per Riello, ribadendo il ruolo di presidio e accompagnamento nei processi di rilancio industriale all’interno dei quali resta centrale il dialogo costante tra azienda e parti sociali. È stata infine condivisa la necessità di proseguire il confronto nelle prossime settimane, anche attraverso un approfondimento del piano industriale in stretto raccordo con le parti sociali.
Ariston e Riello andranno a costituire un nuovo colosso nel settore caldaie e bruciatori. La prima nel 2024 ha fatturato 2,6 miliardi di euro di ricavi e ha venduto 7,3 milioni di prodotti. I numeri sono quelli di una multinazionale che dà lavoro a più di 10mila persone in tutto il mondo. Alla guida del gruppo c'è la famiglia Merloni, Paolo è presidente esecutivo della holding con sede nei Paesi Bassi, che detiene il 59 per cento delle azioni.
Riello era finita nel mirino delle cinesi Haier e Midea, interessate a entrare nel mercato italiano e non solo con un'azienda già conosciuta dagli utenti e con una sua rete sul territorio. A convincere gli americani non è stata l'offerta fatta da Ariston, ma l'intervento del ministro Urso che ha convinto gli americani a cedere al gruppo italiano. E l'operazione è perfettamente riuscita, rappresentando un cambio di passo verso quella che era stata la tendenza degli ultimi anni, in cui le nostre aziende erano prede di acquirenti esteri.
Per il governo, le aziende cinesi avrebbero potuto utilizzare Riello per introdurre nel mercato italiano ed europeo prodotti realizzati in Asia, aggirando così i dazi e le nuove normative ambientali.
Il tavolo rimane pertanto aperto e sarà aggiornato alla luce di eventuali nuovi sviluppi, al fine di monitorare l’evoluzione dell’operazione e i suoi effetti sul perimetro industriale e occupazionale di Riello.

