Max Pezzali da record: San Siro canta ancora, il re della nostalgia chiude in trionfo il tour dell'anno
Due date sold out a San Siro, oltre 680mila biglietti venduti in 15 concerti e un pubblico che attraversa tre generazioni. Max Pezzali chiude "Max Forever – Gli Anni d'Oro – Stadi 2026" con un bis milanese e guarda già ai palasport.
È la consacrazione definitiva di un fenomeno che va ben oltre la musica. Max Pezzali archivia con il secondo, sold out, a San Siro "Max Forever – Gli Anni d'Oro – Stadi 2026", il tour più venduto dell'anno, capace di richiamare oltre 680mila spettatori in 15 appuntamenti e trasformare ogni concerto in una gigantesca festa collettiva dedicata agli anni Novanta. Poco prima di salire sul palco dell'ultima serata, il cantautore pavese traccia il bilancio di un'estate destinata a entrare nella storia della musica live italiana.
"Siamo molto contenti di questo mese e mezzo: 15 concerti gonfi di emozioni", racconta Pezzali. "Abbiamo avuto un riscontro incredibile. Credo che un ruolo fondamentale lo abbia avuto il fattore memoria: non solo le canzoni, ma tutto l'immaginario degli anni '90, raccontato attraverso oggetti, personaggi e riferimenti che fanno parte della nostra storia."
La forza della nostalgia conquista anche i più giovani
Sul palco, accanto alle hit che hanno segnato un'epoca, prendono vita i simboli di una generazione: un gigantesco Walkman, il Cubo di Rubik, i floppy disk, il pupazzo Uan di Bim Bum Bam e il calcio romantico di un tempo. Un'operazione nostalgia che, però, non parla soltanto a chi quegli anni li ha vissuti.
"Il pubblico negli stadi è straordinario, di tutte le età", osserva Pezzali. "Le canzoni continuano a rinnovarsi e uniscono le famiglie. È sorprendente vedere quante persone tornino ai concerti. Oggi andare a uno show richiede impegno, eppure chi viene spesso prenota già la data successiva".
L'effetto Festivalbar: Amadeus torna in giallo
Tra i momenti più applauditi della serata c'è l'ingresso di Amadeus, che si ripresenta con lo stesso completo giallo indossato nel 1995 quando annunciava gli 883 al Festivalbar. "E la notizia è che gli calza ancora perfettamente", scherza Pezzali, regalando uno dei tanti siparietti che fanno esplodere San Siro.
Una scaletta che è la colonna sonora di una generazione
Lo spettacolo parte senza concedere respiro con "Tieni il Tempo", "Bella Vera" e "La lunga estate caldissima", ma è con "Sei un mito" che lo stadio esplode davvero. Seguono i grandi classici degli 883 e della carriera solista: "La regola dell'amico", "Hanno ucciso l'Uomo Ragno", "Non me la menare", "Rotta x casa di Dio", fino all'immancabile "Gli Anni", accompagnata da un emozionante omaggio ai grandi protagonisti del calcio italiano. Sugli schermi, scorrono le immagini delle leggende di Milan e Inter – da Rivera a Facchetti, da Maldini a Zanetti, passando per Kaká, Ronaldo, Weah, Shevchenko e Lautaro Martínez – insieme agli eroi del calcio italiano come Totti, Buffon, Paolo Rossi, Cannavaro, Bearzot e Lippi. Il finale è tutto da cantare con "Nord Sud Ovest Est", una nuova ripresa di "Tieni il Tempo" e la conclusiva "Con un Deca", che chiude tra cori e applausi una serata destinata a restare nella memoria dei fan.
Dal prato di San Siro ai palasport: il viaggio continua
Per Pezzali, non è tempo di fermarsi. Dopo una breve pausa estiva, l'artista tornerà al lavoro sulla nuova stagione della serie dedicata agli 883 e su un nuovo album che conterrà anche un brano inedito. A dicembre, inizierà una nuova avventura live con "Max Forever – Stessa Storia, Stesso Posto, Stesso Bar", uno spettacolo completamente ripensato per i palasport. "L'idea è ricreare l'atmosfera del bar di provincia", spiega Pezzali. "Lì, se racconti una storia sbagliata, qualcuno ti corregge. Era un luogo democratico, dove si ascoltavano punti di vista diversi. Una comunicazione molto diversa da quella dei social".
Il nuovo tour partirà con una residency all'Unipol Dome Milano Santa Giulia, già protagonista di numerosi sold out, per poi toccare Roma, Bologna, Torino, Pesaro e Firenze. Dopo aver conquistato gli stadi italiani con il tour dei record, Max Pezzali dimostra, ancora una volta, che la sua musica non appartiene soltanto agli anni Novanta: continua a parlare al presente, unendo generazioni diverse sotto lo stesso ritornello. Perché, in fondo, "stessa storia, stesso posto, stesso bar" è molto più di una canzone: è un pezzo di memoria collettiva italiana.