Politica

Il Parlamento europeo dà il via libero alla direttiva rimpatri, vince la linea Meloni

Il Parlamento europeo ha dato il via libera con 389 voti a favore 206 contrari e 32 astenuti all'avvio dei negoziati interistituzionali sulla direttiva rimpatri con una maggioranza composta da Ppe, Ecr, Patrioti e ultradestra. Il testo, di cui il meloniano Ciriani è stato una dei relatori, amplia le possibilità di individuare un "paese di ritorno", includendo non solo il paese di origine ma anche paesi terzi. Rispetto alla normativa attuale inoltre, la proposta dà priorità al rimpatrio coercitivo rispetto alla partenza volontaria e prevede la possibilità di creare centri di rimpatrio ("return hubs") in paesi terzi. 

Si tratta di una svolta importante nell’ottica di un piano congiunto europeo sull’immigrazione. Rispetto alla normativa attuale, inoltre, la nuova proposta dà priorità al rimpatrio coercitivo rispetto alla partenza volontaria e prevede la possibilità di creare centri di rimpatrio o “return hubs” in Paesi terzi. Una direttiva che va in un’altra direzione rispetto alla decisione della Corte d’Appello di Roma, che ha ripetutamente bloccato il trasferimento e il trattenimento di migranti nei centri in Albania creati dal governo Meloni tra il 2025 e il 2026. 

"Oggi abbiamo trasformato le parole in azioni. L'era delle politiche migratorie non vincolanti è finita. Grazie ai Patrioti, il Parlamento europeo ha approvato un approccio significativamente più rigoroso per far rispettare il rimpatrio dei migranti irregolari". Così il gruppo dei Patrioti al Pe, casa europea della Lega, nella lettera pubblicata a seguito del voto sul regolamento sui rimpatri in plenaria.

"Per mesi i partiti tradizionali sono rimasti bloccati nei negoziati, incapaci di ottenere risultati su questo dossier cruciale. Questa situazione di stallo è ora superata", sottolinea il gruppo dell'Europarlamento guidato dal francese Jordan Bardella, evidenziando che per anni "la Commissione europea, i tribunali e i media hanno attaccato gli Stati membri e i partiti politici che hanno osato resistere alla follia delle frontiere aperte, nonostante la politica migratoria dell'Unione europea abbia completamente fallito". 
"Una politica di rimpatrio rigorosa e applicabile può svolgere un ruolo importante - aggiungono i Patrioti -. Dopo un decennio di stallo politico, il Parlamento europeo ha finalmente adottato la sua posizione negoziale su un nuovo regolamento sui rimpatri. Unendo le forze con gruppi affini di destra, abbiamo dimostrato che una via alternativa è l'unica per garantire la sicurezza dell'Europa". 

"Grazie al lavoro e al voto della Lega e del gruppo dei Patrioti, è stato confermato un sistema di regole più stringenti per il rimpatrio dei migranti. Tra i punti salienti, la stretta sul fermo amministrativo per prevenire il rischio di fuga, l'istituzione degli 'hub' nei Paesi terzi e l'obbligatorietà del divieto d'ingresso in caso di rimpatrio forzato, con la possibilità per le autorità di accedere ai dispositivi elettronici per ottenere informazione da parte dei soggetti sottoposti ad allontanamento che non collaborano", commenta in una nota la delegazione delle Lega al Parlamento europeo.

"Questo regolamento sostituisce la direttiva rimpatri e consentirà ai Paesi europei di dotarsi di un sistema comune più efficace, anche più severo. Sì, in termini di rimpatri e di procedure, ma anche in termini di impedimento dell'accesso e, lasciatemelo dire, naturalmente anche per quanto riguarda la creazione di hub per i rimpatri negli Stati terzi. Questo significa rafforzare anche la nota questione dei centri in Albania, ma soprattutto che la linea del governo Meloni è diventata linea europea", afferma il copresidente di ECR, Nicola Procaccini, parlando alla stampa a Bruxelles.

"È un ulteriore passo fondamentale e cruciale nel cambiamento radicale di paradigma dell'Europa rispetto all'immigrazione: non più subirla, ma governarla e gestirla, al di fuori di polemiche sterili su presunte venature razziste di un regolamento che, in realtà, mira semplicemente a governare il fenomeno. Lo fa innanzitutto con il regolamento sui Paesi terzi, molto atteso, e oggi definendo anche quello sui rimpatri, con una cornice comune europea", aggiunge l'eurodeputato.

Autore Vincenzo caccioppoli
Categoria Politica
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