Mentre il mondo trattiene il fiato e l'Europa teme un allargamento del conflitto con la Russia, la tecnologia militare fa un salto quantico. Al salone DSEI di Londra è stato presentato l'Iron beam 450 di Rafael.
Non è fantascienza: è un laser da 100 kW capace di incenerire droni, razzi e mortai alla velocità della luce. La vera rivoluzione? Il costo. Niente missili intercettori da migliaia di euro: finché c'è energia, l'arma spara a costi quasi nulli.
In un momento in cui anche l'Italia corre ai ripari potenziando la sua industria bellica, questo scudo energetico potrebbe ridefinire le regole della sopravvivenza e della difesa aerea moderna.
Integrazione dalla redazione
Iron Beam 450 è la versione più grande (finora resa pubblica) della famiglia di sistemi laser di difesa aerea di Rafael: un sistema “directed-energy” pensato soprattutto per ingaggiare minacce a corto raggio come razzi, colpi di mortaio e droni/UAV (categoria RAM + C-UAS).
Perché si chiama “450”
Secondo Breaking Defense, il “450” deriva dall’apertura da 450 mm (diametro dell’ottica/“aperture”) del sistema. Nello stesso articolo Rafael colloca Iron Beam 450 come livello “alto” di una famiglia che include:
- Lite Beam (~10 kW)
- Iron Beam-M (~50 kW, con apertura 250 mm, installabile su veicolo)
Cosa fa e come si inserisce nella difesa israeliana
L’idea è affiancare i missili intercettori tradizionali (più costosi) con un laser ad altissimo “rateo” e costo per ingaggio molto basso, utile contro droni e minacce a corto raggio in scenari di saturazione. Un’analisi su Defense Update descrive Iron Beam 450 come modulare/containerizzato con generatore dedicato e capacità di operare anche in integrazione con la catena C2 di Iron Dome.

Prestazioni (quelle dichiarate/pubblicate)
Le fonti di settore riportano i seguenti elementi chiave:
- effetto laser nell’ordine dei 100 kW e ingaggio a distanze fino a circa 10 km
- impiego di ottiche/adaptive optics per mantenere il fascio stabile e preciso a distanza, con laser basato su tecnologia fiber
- costo per ingaggio potenzialmente molto basso (sostanzialmente energia elettrica), pensato per non “consumare” missili costosi in ingaggi ripetitivi
Stato del programma (2025)
Iron Beam 450 ha completato i test finali e l’integrazione/entrata in servizio nelle unità di difesa aerea israeliane è prevista entro fine 2025.
Limiti tipici (comuni ai laser di difesa)
Come tutti i sistemi laser “line-of-sight”, l’efficacia reale dipende molto da:
- meteo e atmosfera (pioggia, nebbia, polvere/aerosol attenuano il fascio),
- necessità di tracciamento stabile e “tempo sul bersaglio”,
- disponibilità di energia e vincoli di raffreddamento/continuità di fuoco (aspetti ingegneristici).
Per questo viene spesso presentato come complementare (non sostitutivo) agli intercettori missilistici.
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