Previsioni Oscar: KPOP Demon Hunters e Sinners, è duello aperto per la miglior canzone originale
La categoria Miglior Canzone Originale agli Oscar 2026 si configura come un terreno di confronto tra potenza industriale, consenso critico e una ridefinizione sempre più esplicita dell’identità musicale premiata dall’Academy.
In cima alla corsa resta saldamente “Golden” da KPOP Demon Hunters, un frontrunner che unisce dominio numerico nei precursori, legittimazione trasversale ai Grammy e una strategia Netflix perfettamente allineata a un’idea di canzone come veicolo globale, capace di superare i confini tra animazione, pop e cinema d’autore. Il suo vantaggio non è solo nei numeri, ma nella percezione: “Golden” è ormai letta come il riferimento della categoria, il brano che meglio incarna il presente dell’industria musicale applicata al cinema.
Alle sue spalle si delinea un gruppo di inseguitori credibili ma non sovrapponibili. “I Lied to You” da Sinners rappresenta la minaccia più concreta, forte di un percorso critico e di una proposta artistica che ha saputo trasformare un film horror in un oggetto di prestigio musicale, sfidando uno dei pregiudizi storici dell’Academy.
Più istituzionale, ma solidamente piazzata, resta “The Girl in the Bubble” da Wicked: For Good, sostenuta da Universal e da una tradizione musical che continua a esercitare fascino, pur con il rischio di una certa saturazione percettiva. In una posizione di apparente stabilità si colloca anche “Dear Me” da Relentless, il documentario sostenuto da Greenwich Entertainment, che affida a Diane Warren una nuova variazione sul suo linguaggio emotivo più riconoscibile, facendo leva sul rispetto quasi istituzionale di cui l’autrice gode all’interno del ramo musicale dell’Academy.
La vera variabile, però, si gioca sul margine. Con l’esclusione inattesa di alcuni titoli dalla shortlist, il quinto slot resta instabile e apre la porta a un possibile colpo di scena: “Salt Then Sour Then Sweet” da Come See Me in the Good Light. Pur priva di un forte palmarès, la canzone di questo apprezzato doc potrebbe intercettare quei votanti attratti dall’autenticità emotiva e dall’urgenza narrativa, ribaltando una logica puramente quantitativa.
In un’annata così competitiva, la differenza potrebbe non farla il numero di premi, ma la necessità artistica percepita di una canzone all’interno del suo film.
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