Nel panorama musicale fatto di apparenze, Oissela sceglie la verità. “Haribo” è il suo grido sincero, nato da solitudine, riflessione e determinazione. Un brano che vuole essere ascolto e rottura, messaggio e rivoluzione. L’intervista svela la visione di un artista che rifiuta le maschere.
Ci racconti come nasce una tua canzone? Parti prima dal beat, da una frase, da un emozione?
Ciao ragazzi, grazie dell’opportunità. I miei brani nascono quasi sempre dai testi che butto giù quando sono in giro e mi colpisce l’Ispirazione, oppure da una melodia vocale che mi ronza in testa e su cui inizio a lavorare. Non ho una formula magica o una tecnica precisa: ispirazione pura, mescolata a fame e alle emozioni forti che vivo in quel momento. Tutto vero, tutto crudo.
Quanto conta per te il confronto con il pubblico, anche quando esprimi lati di te così vulnerabili?
Il giudizio della gente non mi tocca più di tanto. Mi pesa un po’ di più quello della mia famiglia, ma anche lì so come difendermi, hahah. A parte gli scherzi, sto lavorando per costruire una fan base vera, fatta di persone autentiche e affezionate. Voglio sapere cosa pensano davvero della mia musica, senza filtri.

Hai detto che “Haribo” è un brano di consapevolezza. Che consapevolezze hai raggiunto oggi grazie alla musica?
La consapevolezza di potermi mettere a nudo senza sentirmi sbagliato in tutto. Sapere di poter esprimere ogni cosa che ho dentro, senza limiti, libertà pura. E voglio che chi mi ascolta lo faccia perché in me trova un punto di riferimento, una spalla su cui appoggiarsi, qualcuno su cui contare davvero. Niente facciate, solo verità.
Pensi che i tuoi ascoltatori riescano a cogliere i livelli nascosti del testo oppure ti piace anche lasciare zone d’ombra interpretative?
Per quanto mi piaccia il mistero, credo che quello che scrivo non sia poi così difficile da capire. Quello che mi affascina davvero è che ognuno lo interpreta a modo suo, perché ognuno vive la vita in modo unico. Alla fine è questo il bello: un messaggio mio che diventa qualcosa di personale per chi lo ascolta.
Come vivi il tuo rapporto con i social e quanto pensi influenzino la percezione della tua musica?
A dirla tutta, non credo che influenzino davvero la mia musica. Penso incidano più sullo stile di vita e sul modo in cui viviamo. Io ho un rapporto abbastanza tranquillo con i social: si li uso per lavoro, ma non sono uno che passa ore a scrollare reel. Mi annoio in fretta, hahah. Ho bisogno di fare, di muovermi, non so stare fermo a guardare gli altri.
Guardando al futuro: qual è il sogno che vuoi realizzare con la tua musica nei prossimi cinque anni?
Più che sogni, ho sempre avuto obiettivi chiari in cui credo davvero, e so che un giorno si realizzeranno. Non ho dubbi. Detto questo? Voglio firmare un contratto discografico importante, calcare palchi grossi e spaccare con un sacco di featuring. Non sono qui per giocare.
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