Nella seduta di mercoledì 15 ottobre, ha avuto luogo una informativa urgente del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, sul cosiddetto "Piano di pace per la Striscia di Gaza", di cui si è proclamato artefice il delinquente che attualmente ricopre la carica di presidente degli Stati Uniti, Donald Trump

Il discorso di  Tajani è stato un esempio lampante di retorica vuota, servilismo politico e ipocrisia diplomatica, confezionato come se stesse descrivendo il trionfo della pace quando, in realtà, quel cessate i fuoco è solo un tentativo maldestro di ripulire l'immagine di un genocidio.

Ecco un riassunto dei passaggi più significativi e indecenti delle parole di Tajani:

L’apertura autocelebrativa
«Per la prima volta posso condividere un sentimento di sollievo e di speranza per il futuro.»Tajani dipinge il cessate il fuoco imposto da Washington e Tel Aviv come “una svolta storica”, senza una sola parola di condanna chiara perio responsabili delle decine di migliaia di civili palestinesi uccisi. Il linguaggio è quello del funzionario compiaciuto, non del ministro di un Paese democratico che dovrebbe difendere il diritto internazionale.

Il “piano Trump” descritto come salvifico
Prima «il successo del cosiddetto piano Trump è ancora legato a un filo…», dopo «ci sono finalmente le condizioni per una Gaza liberata dall’incubo di Hamas…»!
Tajani chiama “piano di pace Trump” quella che, nei fatti, è una resa umiliante e imposta sotto occupazione. Descrive Gaza “liberata dall’incubo di Hamas”, ignorando che Israele ha raso al suolo la Striscia e che per i gazawi non esiste nessuna “liberazione”, solo distruzione e controllo militare straniero.

Il solito doppio standard
«Israele non ha voluto adottare quelle attenzioni e cautele imposte dal diritto internazionale umanitarioQuesta frase, che poteva essere una denuncia, diventa però un atto di assoluzione: Tajani ammette che Israele ha violato il diritto internazionale, ma lo dice in modo anodino, subito stemperando tutto con “la volontà di pace di entrambe le parti”.
È equidistanza codarda, che mette sullo stesso piano il carnefice e la vittima.

 
Il “buonismo patriottico” e la propaganda interna
«Rivendico oggi con orgoglio la nostra azione.»
«Abbiamo costruito ponti a dispetto di chi voleva tagliarli.»
Si autocelebra per “aver mantenuto canali con entrambe le parti”, ma in realtà non ha fatto nulla di concreto per fermare i bombardamenti o proteggere i civili. L’unico risultato tangibile è stato l’allineamento totale all’agenda americana e israeliana.

L’ipocrisia umanitaria
«Porteremo presto a Gaza 100 tonnellate di aiuti alimentari.»
«Abbiamo già definito un pacchetto da 60 milioni di euro per sicurezza alimentare e sanità.»
Mentre parla di aiuti umanitari, evita di dire chi ha causato la fame e le macerie. L’aiuto umanitario, in questo contesto, è una foglia di fico per lavarsi la coscienza, non un atto di giustizia.

L’elogio militare finale
«I nostri militari sono ovunque apprezzati, portatori di pace.»
«L’Italia è pronta a fare la propria parte nella forza internazionale di stabilizzazione.»
La retorica della “forza di pace” è la parte più indecente: Tajani presenta un’occupazione militare straniera di Gaza come garanzia di pace, senza rendersi conto (o fingendo di non capire) che è proprio la militarizzazione continua ad aver distrutto ogni prospettiva di convivenza.

 Conclusione autoassolutoria
«È tempo di guardare al futuro, un futuro di pace.»Un finale intriso di moralismo da catechismo diplomatico, con tanto di citazioni papali e richiami all’“anima del Mediterraneo”, mentre evita di pronunciare le parole che contano: crimini di guerra, genocidio, occupazione.

 
Tajani ha trasformato una tregua imposta dal sangue in una passerella di propaganda per sé, per Meloni e per Trump. Ha chiamato “pace” ciò che è solo la normalizzazione dell’oppressione. E lo ha fatto con il tono di chi crede che basti un applauso parlamentare per ripulire anni di complicità morale e politica con chi ha bombardato ospedali e bambini. In una parola: indecente.


Un'indecenza rilevata anche dalle opposizioni, come sottolineato nei vari interventi nel  dibattito seguente, cui ha partecipato un oratore per gruppo. Come riprovadi ciò, si riportano le parole dell'onorevole Riccardo Ricciardi, Movimento 5 Stelle:

«Sulle miserie e l'inadeguatezza di questo Governo ci soffermeremo proprio poco, perché davvero fate tutto voi e credo che non meritiate neanche un commento. Lei, Ministro, la scorsa settimana pubblica una foto con un ragazzo con la bandiera italiana e palestinese dicendo: vedete come ci ringraziano i palestinesi. È stato smentito un'ora dopo dicendo: guardi che quella foto è per ringraziare il popolo italiano che ha manifestato contro il suo Governo.Salvini dice che Netanyahu è il più grande costruttore di pace e fautore della pace. È commentabile questa cosa? Io credo di no. C'è la Meloni che elemosina un posto nella photo opportunity. Davvero è miserevole il vostro ruolo e la vostra ignavia, ma siete e sarete nella storia come i protagonisti, insieme ai vostri partner europei, del suicidio politico dell'Europa, perché l'Europa si è suicidata politicamente. È un soggetto morto clinicamente, dal punto di vista politico, ed è moralmente vigliacco e ignavo. Questo siete e ci state benissimo in questa Europa.Quindi, parliamo del piano Trump, perché poi questo è il tema. Allora, noi lo chiariamo subito: qualsiasi atto, come questo, che ha fatto smettere le bombe e ha riportato a casa gli ostaggi israeliani e molti palestinesi detenuti illegalmente, perché di quelli non si parla mai, va celebrato e festeggiato. Ma noi abbiamo il dovere, però, di analizzare politicamente cosa succede e cosa accadrà. Allora, innanzitutto, il piano Trump non è un piano di pace, perché lì non c'era una guerra: lì c'era un'aggressione di un esercito nei confronti di una popolazione inerme, e questo è il primo punto.In secondo luogo, quando inizia il piano Trump? Quando sono morte decine di migliaia di palestinesi? Quando si è sparato sull'ONU? Quando è che si decide che si è raggiunto il limite? Quando Israele decide, per eliminare i negoziatori di Hamas, di bombardare il Qatar. Quindi, decine di migliaia di poveracci palestinesi non fanno fermare nulla; l'attacco al potente alleato ricco del Qatar fa fermare tutto. Questo è il motivo per cui si è deciso di dire basta a un massacro iniziato con la complicità degli Stati Uniti di Biden e al momento terminato dagli Stati Uniti di Trump, perché qui nessuno è innocente rispetto a tutto quello che è accaduto lì.Questo piano dà due visioni e onestamente io non so se siano conciliabili, perché vedere ieri l'altro al Parlamento israeliano esaltare il Presidente Trump che, mentre sghignazzava sulle armi che ha regalato all'amico Bibi e non sapendo neanche quali armi erano, diceva: caro Bibi, le hai usate bene, con tutto il Parlamento che rideva, per noi è un'immagine terrificante, è un'immagine inaccettabile.Chi esalta questo piano non può non pensare che in questo piano non si parli dei 700.000 coloni che occupano brutalmente e illegalmente la Cisgiordania protetti dall'esercito israeliano. Chi lo esalta non può non pensare che è già stato creato un fondo da 53 miliardi di dollari e che il negoziatore degli Stati Uniti non è un diplomatico, è Steve Witkoff. Chi è Steve Witkoff? È un immobiliarista specializzato in grandi alberghi e nel recupero di aree degradate. Il figlio di Witkoff lavora con i fondi sovrani di Abu Dhabi nel settore delle criptovalute. Quello è un board di finanzieri, non è un corpo diplomatico. Chi lo esalta pensa sia giusto prendere uno dei protagonisti della destabilizzazione di quell'area, Tony Blair, che ha avallato un massacro fatto con le prove false fabbricate all'ONU - se ce le ricordiamo - e bombardando l'Iraq. Lo prendiamo come un viceré e lo portiamo nel territorio da governare a decine di migliaia di chilometri di distanza.Allora, su questo piano o noi ci lavoriamo e ci interveniamo o creerà i palestinesi come i pellerossa del ventunesimo secolo, perché nessuno si illuda che ci sarà uno Stato palestinese. Ci saranno dei palestinesi che vivranno come i pellerossa nelle riserve e saranno forza lavoro per i casinò di Gaza. Questo saranno! Allora, cosa è che può evitare questo? Lo può evitare la politica che si è mobilitata contro questo, la politica che si è mobilitata, partendo da Gaza, per sognare un mondo diverso, una politica che deve restituire dignità all'Italia e all'Europa, perché altrimenti la direzione è quella, perché Gaza ha tolto la maschera a tutti quanti. Ha creato uno spartiacque: da una parte c'è chi vuole un mondo dove i popoli si autodeterminano, dall'altra c'è un mondo che vuole che i popoli vengano abusati e ci siano dei soprusi continui; da una parte c'è un mondo per cui il profitto è da rincorrere a ogni costo, dall'altra c'è un mondo per cui è la giustizia sociale da rincorrere a ogni costo. Gaza è lo spartiacque di tutto questo e sta a noi evitare che finiscano nelle riserve i palestinesi.Nel mio paese, a Forno, tra le Apuane, c'è uno striscione, ogni volta, che ricorda una strage nazifascista - ed è rivolto a quelle vittime e vale per le vittime di Forno come per le vittime di Gaza, come per le vittime di tutti gli eccidi -, che dice: “ci avete seppellito tutti, ma non sapevate che eravamo semi”.

Ecco, questo vale per Gaza e sta a noi far sì che questi semi non muoiano nuovamente e che crescano e crescano in modo diverso perché quella di oggi - per dirla come De André, perché le parole le ha sempre trovate - è davvero la domenica delle salme dove ci sono i segni di una pace terrificante».