Esteri

Kiev denuncia un attacco con missile Kinzhal, mentre Putin si dice pronto a un incontro con Zelensky

Escalation in Ucraina: Mosca colpisce con un Kinzhal, Trump risponde con sottomarini nucleari e invia un emissario a Mosca.

Nella notte, la guerra in Ucraina ha subito un nuovo drammatico sviluppo: un missile ipersonico russo Kinzhal ha colpito la base aerea di Starokostiantyniv, segnando uno degli attacchi più gravi degli ultimi mesi. Intanto, dagli Stati Uniti arriva una risposta muscolare e diplomatica insieme: Donald Trump ha rivelato la presenza di sottomarini nucleari americani nella regione russa e ha annunciato per il 6 agosto l'invio a Mosca del suo emissario, Steve Witkoff, con l’obiettivo di trattare un cessate il fuoco.

Il ministero della Difesa ucraino ha confermato il lancio del missile ipersonico Kinzhal, arma d'élite dell’arsenale russo, già impiegata in fasi precedenti del conflitto. Il bersaglio è stato la base aerea di Starokostiantyniv, cruciale per le operazioni militari ucraine. I danni alle infrastrutture sono stati definiti “significativi”, ma non è ancora disponibile un bilancio ufficiale delle vittime. La mossa di Mosca, oltre al danno fisico, è chiaramente un messaggio politico e strategico.

In parallelo, il Cremlino ha fatto trapelare la disponibilità del presidente Vladimir Putin a incontrare Volodymyr Zelensky. Tuttavia, il colloquio resta vincolato al completamento delle “fasi preparatorie” e al contenuto dei negoziati preliminari. La mossa, pur suonando come apertura diplomatica, è tutt’altro che incondizionata.

Il presidente americano Donald Trump, da parte sua, ha alzato i toni: ha dichiarato che due sottomarini nucleari statunitensi si trovano “nella regione russa”, in una chiara mossa di deterrenza. La dichiarazione ha fatto subito scattare l’allarme a Mosca, che ha replicato con un appello alla “massima responsabilità” su tutto ciò che riguarda l’arsenale nucleare.

Trump, tuttavia, non punta solo sull’intimidazione militare. Ha annunciato che mercoledì 6 agosto, il suo inviato speciale Steve Witkoff sarà a Mosca con un mandato chiaro: negoziare un cessate il fuoco e cercare una via d’uscita dal conflitto. Ma l’avvertimento è netto: se la missione fallirà, gli Stati Uniti imporranno nuove sanzioni, non solo alla Russia ma anche ai suoi alleati economici più stretti.

Questi eventi segnano un punto di svolta. La Russia dimostra di poter colpire con armi avanzate nel cuore dell’Ucraina. Gli Stati Uniti rispondono con una presenza militare silenziosa ma concreta e una manovra diplomatica ad alto rischio. Se il vertice Putin-Zelensky vedrà mai la luce dipenderà ora da quanto accadrà nei prossimi giorni. La posta in gioco è alta: o si apre un canale reale di trattativa o si entra in una nuova fase dell’escalation. E questa volta, il rischio di oltrepassare il punto di non ritorno è reale.


Fonte: OttoPagine

Autore Albana Ruci
Categoria Esteri
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