Con immenso piacere accogliamo la nuova release discografica di Il barone burlato di Domenico Cimarosa, pubblicata da OneRPM e distribuita da Naxos Label: un’incisione che non solo rende giustizia a uno dei gioielli più frizzanti del teatro musicale settecentesco, ma lo restituisce con intelligenza filologica, slancio teatrale e una freschezza che fa sembrare Cimarosa nostro contemporaneo. Altro che polvere d’archivio: qui si respira profumo di palcoscenico vivo, di risate, di intrighi e di grazia musicale.
Partiamo dal compositore, perché Cimarosa è il vero mattatore occulto di questa operazione. Il barone burlato è un esempio luminoso della sua arte comica: ritmo teatrale impeccabile, scrittura vocale cesellata sul gesto e sulla parola, e un’orchestrazione che sa essere leggera come una piuma e pungente come uno spillo. In quest’opera Cimarosa gioca con le maschere sociali e musicali, alternando galanteria e ironia con una naturalezza che solo i grandi possiedono. E questa incisione ce lo fa ascoltare in tutta la sua arguzia, senza manierismi, senza leziosità, ma con stile, sorriso e sostanza.
Alla guida della Fête Galante Baroque Orchestra troviamo Simone Perugini, che firma una lettura esemplare per rigore storico e vitalità teatrale. L’approccio è dichiaratamente filologico: strumenti storici, prassi esecutiva informata, attenzione minuziosa a articolazioni, agogica, dinamiche e retorica musicale. Ma attenzione: qui la filologia non è una gabbia, bensì un trampolino. Perugini conosce profondamente il linguaggio di Cimarosa e lo fa parlare con naturalezza, senza pedanteria. Il risultato è una direzione elegante, mobile, spiritosa, capace di sostenere il canto e di dialogare con i recitativi da uomo di teatro fatto. La sua bacchetta non accompagna soltanto: recita, ammicca, provoca.
La Fête Galante Baroque Orchestra risponde con brillantezza e precisione. Gli archi sono agili e trasparenti, i fiati colorano con gusto, il continuo è fantasioso ma sempre funzionale alla scena. Ogni numero musicale scorre con naturalezza, senza perdere mai il senso del racconto. Qui non si suona “bene e basta”: si racconta una storia.
Veniamo ora agli interpreti vocali, vero cuore pulsante dell’operazione. Il cast è omogeneo, stilisticamente centrato e teatralmente irresistibile. Laurie Farrel-Smith sfoggia una vocalità luminosa e duttile, con una linea di canto elegante e una presenza scenica che si percepisce anche solo in audio. Irving Hussain unisce smalto timbrico e intelligenza interpretativa, cesellando il fraseggio con gusto e precisione. Elisabetta Manfredini incanta per musicalità, naturalezza e senso del teatro: ogni parola è detta, non solo cantata. Roberto Vicarelli è un barone di razza, vocalmente solido e teatralmente spassoso, mentre Nicholas Porrington e Mary Canterbury completano il quadro con interventi sempre puntuali, stilisticamente inappuntabili e perfettamente inseriti nel gioco drammaturgico.
Un grande merito di questa incisione è proprio la perfetta integrazione fra buca e palcoscenico: nessuno corre da solo, nessuno si mette in vetrina. Tutti giocano la stessa partita – e la giocano con gusto.
In definitiva, Il barone burlato è una release che si impone come riferimento moderno per l’esecuzione cimarosiana: filologica ma viva, colta ma divertente, rigorosa ma teatrale. Una registrazione che farà felici sia gli studiosi sia gli amanti dell’opera buffa, e che conferma Domenico Cimarosa come uno dei grandi maestri del sorriso musicale.
Con questa incisione Perugini non dirige soltanto Cimarosa: lo invita a parlare al presente con voce antica e modernissima insieme. Il risultato è un ascolto che diverte, convince e conquista. L’opera è ora disponibile su tutte le piattaforme di streaming musicale.

