Ieri Report è tornato ad occuparsi del Garante della privacy dalla multa tolta a Meta fino alle spese che sostiene, anche di rappresentanza.
Così Elly Schlein: "Sta emergendo un quadro grave e desolante sulle modalità di gestione dell'Autorità Garante per la Privacy che rende necessario un segnale forte di discontinuità. Io penso che non ci sia alternativa alle dimissioni dell'intero consiglio. Le inchieste giornalistiche di Report hanno rivelato un sistema gestionale opaco, caratterizzato da numerosi conflitti di interesse e da una forte permeabilità alla politica. Senza un azzeramento e una ripartenza sarà impossibile ricostruire la fiducia dei cittadini nell'istituzione che deve tutelarne i diritti e assicurare la necessaria terzietà del collegio, anche rispetto alla politica".
Così Giuseppe Conte:
"Le istituzione di garanzia non possono diventare succursali di partito o di Colle Oppio. ... Noi chiediamo a nome del M5s l'azzeramento del Garante della privacy che ha perso la necessaria forza, credibilità e autorevolezza. ... "Meloni dichiara di non avere competenza" sull'azzeramento, "quanta ipocrisia...C'era competenza quando" da leader di FdI "si scambiava i messaggini con Ghiglia".
I (post) fascisti - non mancando di venir meno alla loro fama - anche su questa vicenda non c'hanno capito nulla. Per questo motivo Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fdi, commenta così la vicenda: "Premesso che nei sistemi democratici lo scioglimento delle autorità indipendenti non compete alla politica, non sarà certo Fratelli d'Italia a difendere l'Autorità targata PD-M5. Siamo favorevoli, con grande slancio e giubilo, allo scioglimento di qualsiasi ente o autorità nominata dalla sinistra. Ma la vera domanda è un'altra: ci sono altre colpe per la privacy da espiare, oltre quella di aver avuto l'ardire di sanzionare l'intoccabile Report? Il messaggio che si vuole far passare è chiaro: chi tocca Report subisce il metodo Report, fatto di pedinamenti, controlli ossessivi e macchina del fango. Un avvertimento rivolto non solo alle Autorità indipendenti, ma anche ai magistrati, alle istituzioni e agli organi di stampa".
Naturalmente, il povero Donzelli si è dimenticato che il suo partito ha messo un suo rappresentante in quel collegio perché lo Stato continuasse a regalargli uno stipendio dopo che era stato trombato alle elezioni. Si sta parlando di Agostino Ghiglia di cui Report ci ha informato qual era il vero ruolo all'interno di quella istituzione. Al riguardo chiedere ulteriori informazioni alle sorelle Meloni.


