La musica ha continuamente avuto una parte eloquente nella commemorazione della “Giornata mondiale della Donna”. Fra i generi, che si propongono di attenzionare l’importanza dell’universo femminile, quella classica offre il suo validissimo contributo. Con la voce narrante Paola Pedrelli, fondatrice e presidente dell’associazione culturale “Villa Gastone” la musica da salotto sublima i suoi fasti con una nuova performance di Raffaela Riga, soprano lirico-drammatico, accompagnata al pianoforte da Nicolò Anzivino, pluripremiato maestro dalle doti straordinarie.

Per celebrare l’importanza delle donne nella società, lo spazio musicale ha avuto quale momento d’attenzione e riflessione la narrazione cantata di alcuni eminenti personaggi femminili, descritti nelle opere liriche molto famose.

La serata ha avuto inizio con i brani dal titolo “Porgi Amor”, “Voi che sapete” e “Deh, Vieni, Non tardar”, tratti da “Le nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart, la cui protagonista vive in maniera travagliata tutte le fasi della sua esistenza. Il secondo gruppo dei brani riguardano il trittico (“Mi chiamo Mimì”, “Quando men vo”, “Donde lieta”) presenti ne “La Boheme” di Giacomo Puccini, le cui protagoniste sono espressione d’una femminilità emancipata e lontana dagli stereotipi dell’epoca, in cui svolgono il loro operato.

La terza prestazione canora ha riguardato il pezzo, intitolato “O mio babbino caro” dall’opera comica “Gianni Schicchi” di Puccini, dove la protagonista Lauretta esercita il suo ricatto emotivo come strumento di persuasione. La quarta ed ultima esibizione si è incentrata sui brani “Signore, ascolta” e “Tu che di gel sei cinta”, estratti dalla “Turandot” di Puccini, dove le due protagoniste femminili, in netta antitesi fra loro, rappresentano due archetipi totalmente antitetici: Turandot rappresenta gli aspetti distruttivi ed imprevedibili dell’animo, mentre Liù è una donna animata dal nobile e sincero sentimento dell’amore, inteso come sentimento di disinteressata condivisione.

Raffaela Riga e Nicolò Anzivino hanno avuto il merito non solo di dilettare i presenti; ma anche di farli riflettere su come la melodia ed il canto esprimono e celebrano le molteplici sfide affrontate dalle donne ed i loro progressi compiuti verso quell’utopistica parità di genere, che in Italia ancora tarda a realizzarsi.