Il NABU indaga nel parlamento ucraino ma viene ostacolato dalle guardie
Le agenzie anti-corruzione dell’Ucraina stanno compiendo una nuova serie di indagini ad alto livello nei palazzi del potere di Kiev. Tuttavia le guardie del Dipartimento di Sicurezza dello Stato hanno fermato gli agenti del NABU e del SAPO che intendevano entrare negli uffici parlamentari ed eseguire i propri accertamenti.
Alla fine sono riusciti a passare, ma hanno denunciato questo episodio come grave violazione della legge. Le autorità si difendono dalle accuse spiegando che dovevano verificare i documenti dei testimoni che gli agenti anti-corruzione avevano portato con sé nel corso del loro raid. Non sono però stati ancora fatti i nomi degli inquisiti.
Comunque le voci si spargono in fretta e sui media ucraini compaiono le confidenze e le supposizioni, tutte rivolte contro i deputati del partito di Zelensky “Sluha Narodu”. E infatti sono avvenute perquisizioni anche nella loro sede e negli uffici della Commissione trasporti, presieduto da un deputato di quel partito.
Si conoscono però le ragioni dell’inchiesta: NABU e SAPU avrebbero infatti individuato un giro di tangenti che finivano nelle tasche dei parlamentari per influenzarne l’approvazione di determinati provvedimenti. Un altro colpo pesante all’immagine del presidente, già compromessa dallo scandalo di novembre che aveva fatto saltare poltrone importanti.
E ora, mentre viaggiava verso la Florida, Zelensky ha visto allargarsi un’altra macchia sulla reputazione del suo partito e dei suoi sodali. E dalla Florida torna con le pive nel sacco per quanto riguarda l’appoggio di Trump al suo piano di pace in 20 punti. Certamente non un bel Natale per lui, coinvolto nell’inchiesta almeno di striscio.
Infatti aveva venduto una casa proprio alla moglie del deputato Yuriy Kisel, su cui gli agenti anti-corruzione hanno effettuato intercettazioni per due anni. Costui avrebbe ottenuto parecchio denaro in contanti per i suoi “servizi” parlamentari.
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