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Mi sono chiesta sempre più spesso, soprattutto in questi ultimi 25 anni, cosa significhi per il popolo italiano l'autodeterminazione, i principi morali, il rispetto dei diritti costituzionali, della dignità del sé e del prossimo; quanto il cittadino abbia la consapevolezza che l'agire individuale in coscienza nel quotidiano possa incidere nella storia personale e del proprio Paese e quanto sia convinto invece che rimanga un elemento ininfluente.

Questi sono i quesiti che la classe dirigente pubblica, privata e clericale e  la gran parte dei cittadini evitano di porsi per meglio tacitare e convivere con la propria coscienza ma questo non risolve i problemi anzi li aggrava e ne crea di nuovi. 

Un meccanismo che viene sfruttato ad arte dal potere sia politico che religioso è presentarsi alla collettività nel comodo e lucroso ruolo di delegati alla guida di un Paese o a raccogliere ingenti ricchezze per provvedere ai poveri: chi vota o chi dona un'offerta si sente sollevato da ogni obbligo morale e giuridico verso sé stesso e verso gli altri, tramite questo espediente ipocritamente tengono lontani dalle loro vite la povertà, le sofferenze, le ingiustizie che colpiscono inevitabilmente i più deboli. Il potere influisce su costoro anche manipolando la realtà definendo questi svantaggiati dei falliti da mettere al bando.

Sollevati da ogni gravame personale troppi individui usano abitualmente le maschere appropriate alle circostanze al punto di non  ricordare chi erano e le loro nobili aspirazioni. In particolare gli italiani ricevono un notevole aiuto per le loro coscienze: una religione che garantisce il perdono di tutto a tutti e un Dio che è morto per riscattare tutti, perché in lui l'amore, la pazienza, il perdono, la comprensione sono infiniti ma, con una visione distorta di tali valori, ognuno può continuare a peccare con tranquillità senza preoccuparsi più di tanto perché la salvezza è sacrilegamente garantita dal sacrificio di uno per tutti contravvenendo al principio di verità, giustizia e assunzione di responsabilità.

La colpa grave di aver rinunciato ad essere lo “Stato” dei cittadini spetta a tutti coloro che hanno scelto di prostituire la loro dignità offrendo i loro voti e quelli dei gruppi familiari di appartenenza, delegando e legittimando incondizionatamente i “cacicchi” che gli garantivano un posto di lavoro nel pubblico dove timbravano il cartellino e si allontanavano sistematicamente per svolgere le loro attività private e in nero “truffando” e sabotando i cittadini onesti e il sistema economico legale e realmente produttivo del Paese.

Mentre i vertici divoravano inesorabilmente ed impunemente ingenti fette di patrimonio pubblico, le loro “corti dei miracoli” si adoperavano a ripulire le briciole che cadevano dai piatti; mentre l'industria del Nord viveva con i finanziamenti e gli appalti pubblici accompagnati da una vergognosa evasione fiscale, l'artigianato e il commercio familiare venivano soffocati lentamente e, al contempo, delegati a sorreggere le spese per lo stato sociale e i servizi pubblici senza poterne usufruire per decenni.

L'autocannibalismo iniziò sin dagli anni '60 e si avvalse anche dell'eliminazione di Adriano Olivetti, del suo ingegnere capo Mario Tchou e cancellando il modello di imprenditoria etica; dell'assassinio di Enrico Mattei e dell'assassinio in America di JF Kennedy (quest'ultimo aveva dei programmi diversi per l'Italia da quelli stabiliti dalle precedenti amministrazioni americane in accordo con alcuni degli alleati NATO).

Le future generazioni erano già state condannate alla “grande illusione” di un futuro migliore dalla corruzione lasciata dilagare impunemente e da una forma totalitaria che governava di fatto favorendo e mantenendo i privilegi delle caste dominanti.

Negli anni '60 la popolazione era cresciuta e data la situazione non vi erano spazi reali di sviluppo lavorativo per tutti i giovani, visto che l'analfabetismo era diffuso ebbero la luminosa idea di usare le scuole pubbliche come enormi parcheggi per non lasciare in strada gli adolescenti e creare una generazione di spostati e criminali svalutando il livello culturale dell'istruzione pubblica e lasciando alle esclusive e costosissime scuole private cattoliche - riconosciute e finanziate con il denaro pubblico - il monopolio dell'istruzione di qualità utilizzata dalla prole delle classi privilegiate .

In Italia, le due scuole private ad orientamento cattolico più costose e prestigiose in assoluto sono due istituti internazionali situati a Roma, le cui rette superano ampiamente i 20.000 euro all'anno: 

la Marymount International School (Roma).

La retta annuale può variare dai circa 21.000 - 25.000 euro (a seconda del grado di istruzione, escluse le tasse di iscrizione e i servizi extra).

E' una scuola internazionale cattolica co-educativa fondata dalla rete religiosa delle Religious of the Sacred Heart of Mary (RSHM). Offre un curriculum internazionale (incluso l'International Baccalaureate - IB) interamente in lingua inglese. 

La St. Stephen's School (Roma) - Istituto ad affiliazione storica di stampo episcopale/cristiano il termine "episcopale" deriva da episcopus (vescovo). storicamente, queste scuole nascevano intorno alle cattedrali per formare il clero destinato alla diocesi, rimanendo comunque aperte anche ai laici. 

La retta annuale può arrivare fino a circa 28.000 euro per gli studenti diurni (e oltre i 40.000 euro per la formula boarding/collegio).

Pur essendo aconfessionale nella sua moderna gestione internazionale, mantiene una tradizione e un'estetica radicate nella cultura cristiana-episcopale. 

Se invece si considerano le scuole cattoliche paritarie tradizionali (con programmi ministeriali italiani ed eccellente reputazione, come il network dei Salesiani, dei Gesuiti o del Cristo Re), le rette medie d'élite sono nettamente inferiori e oscillano generalmente tra i 5.000 e gli 8.500 euro all'anno. 

Per frequentare i corsi di medicina e chirurgia all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma la retta annua varia da 11.800 a 18.500 euro in base alle fasce di reddito.

Nonostante ciò: “Lo Stato assegna annualmente fondi specifici alle scuole paritarie (le due principali ed esclusive sono dirette dai gesuiti e dai salesiani), con stanziamenti complessivi che superano i 750 milioni di euro. 

Le famiglie possono usufruire di detrazioni Irpef sulle spese e sulle rette pagate per la frequenza di questi istituti, oltre a specifici bonus statali e regionali (buoni scuola). 

Le scuole paritarie hanno avuto accesso anche a quote di finanziamenti legati al PNRR e ad altri programmi strutturali per specifiche attività o interventi. 

Regioni, Province e Comuni forniscono spesso ulteriori risorse economiche o agevolazioni, come la concessione gratuita di locali o servizi di supporto. “

Dinanzi ad una organizzazione del genere nessuno può competere sul piano finanziario se aggiungiamo la scelta politica educativa di abbassare gli standard di rendimento scolastico dal '68 in poi per permettere a chiunque di superare le tappe scolastiche senza reale merito spacciandolo per un atto di democrazia e inclusione quando in realtà le statistiche mostrano una popolazione formalmente “alfabetizzata” con almeno un titolo ma nella pratica: “(...) non è in grado di comprendere testi complessi, analizzare dati o sviluppare un pensiero critico” si è prodotta un'illusione di uguaglianza e si è ottenuto il paradossale fenomeno di svalutare i titoli di studio: se tutti hanno un titolo senza aver acquisito competenze reali, quel titolo non vale più nulla sul mercato e nella società.

Chi si impegna davvero viene equiparato a chi non lo fa. Inoltre, le famiglie più ricche potranno comunque permettersi percorsi privati o masters all'estero per distinguersi, mentre le classi svantaggiate rimarranno con un titolo pubblico privo di valore reale e tradendo la meritocrazia dei singoli che non saranno mai valorizzati.

Detto ciò mi domando se gli italiani sanno che la nostra è una Costituzione democratica ed espressamente antifascista. 

Non è cambiando la sigla di un partito che questo diviene all'istante democratico e paradossalmente antifascista eppure la nuova sigla ha riscosso un successo elettorale notevole e ha mostrato che la vocazione antidemocratica è molto diffusa indipendentemente da chi l'ha sempre dimostrato apertamente con tanto di busto del duce che tutt'ora troneggia nel salotto di casa e di tutti gli adolescenti reclutati nelle scuole e nelle periferie e educati a dovere nelle principali sedi appropriate come Casa Pound Italia, Forza Nuova, Blocco Studentesco o in altre strutture, centri sociali di destra e sigle locali come Foro 753, Porta Aperta, Scvtvm, La Fenice, Manipolo d'Avanguardia, Associazione “Barbarigo”, Libreria Europa Editrice (punto di riferimento editoriale legato all'ambiente neofascista di Roma).

Questa “resurrezione” è stata opera del membro della loggia P2 e “cavaliere” del sistema capitalistico Silvio Berlusconi che ha “sdoganato ufficialmente” i fascisti e li ha riciclati nel suo primo governo con la sigla di “Alleanza Nazionale”. 

E' interessante dare uno sguardo all'operazione elettorale che fu messa in piedi e ottenne un successo notevole.

Nelle elezioni politiche del 27-28 marzo 1994, la prima coalizione di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi si presentò con due patti diversi al Nord e al Sud dimostrando la profonda spaccatura esistente nel nostro Paese e della volontà di sfruttarla a suo vantaggio:

Polo del Buon Governo (al Centro-Sud): formato da Forza Italia e Alleanza Nazionale (MSI-AN).

Polo delle Libertà (al Nord): formato da Forza Italia e Lega Nord. 

Risultati dei partiti (Camera dei deputati 1994)

Forza Italia: 8.136.135 voti (21,0%)

Alleanza Nazionale: 5.214.133 voti (13,5%)

Lega Nord: 3.235.248 voti (8,4%) 

Polo del Buon Governo (Forza Italia + Alleanza Nazionale): 16,7% dei consensi. Polo delle Libertà (Forza Italia + Lega Nord): 22,8% dei consensi.

Totale della coalizione di centro-destra (somma dei poli): 42,84% (circa il 42,8%), che permise a Silvio Berlusconi di vincere le elezioni e formare il suo primo governo. 

Affluenza alle urne politiche 1994: 86,07%. 

2022: 63,91%, in trent'anni vi è stato un calo pari al 22,11%, se aggiungiamo le schede bianche 1,72%, schede nulle 2,81%: voti utili (63.91% – 4,53%) 59,38%.

In fondo il fascismo non era mai uscito dai palazzi del potere, la più squallida manipolazione che ha subito la maggioranza della collettività nazionale è stata quella di farsi convincere che era ed è in atto un sistema democratico nel quale ciascuno di noi poteva fare affidamento.

Al tempo dei processi celebrati contro i gerarchi nazisti e fascisti si era diffuso il desiderio  di voler chiudere con un passato vergognoso e da quel terribile errore ognuno aveva tratto le sue considerazioni e la volontà di creare un mondo migliore invece l'Occidente massonico dette vita ad una profonda spaccatura dimostrando  aveva solo cambiato modalità ma era rimasto identico negli scopi: mantenere lo status quo attraverso il capitalismo e la diffusione delle multinazionali che con i loro tentacoli hanno abolito ogni confine e trasgredendo ogni regola si sono insinuate ovunque portando devastazioni.

Il modello dell'impero coloniale arcaico basato sulla potenza militare, lo sfruttamento delle risorse naturali dei paesi occupati e il controllo delle vie dei traffici commerciali è stato perfezionato e reso più pericoloso dalla tecnologia e dalla normativa che ha attribuito la personalità giuridica al capitale. 

Tale controllo si è insinuato nelle nostre vite, tuttora manipola le nostre abitudini e il nostro criterio di valutazione minando la nostra oggettivà; falsando la narrazione dei fatti e circostanze il potere confonde l'opinione pubblica attraverso una percezione illusoria e tranquillizzante della realtà occultando i reali obiettivi che il sistema economico-politico impone.