Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha visitato martedì una nuova struttura per la detenzione dei migranti situata in una zona remota delle Everglades, in Florida.
Il complesso, ribattezzato informalmente "Alligator Alcatraz", si trova a circa 60 km da Miami in un'area paludosa abitata da alligatori, coccodrilli e pitoni. Un'ambientazione che l'amministrazione ha sfruttato deliberatamente per sottolineare la durezza della nuova linea migratoria repubblicana.
Durante la visita, Trump ha elogiato la rapidità di costruzione della struttura, passeggiando tra file di letti a castello vuoti racchiusi in gabbie metalliche. "Lì fuori non ci andrei a fare una passeggiata tanto presto," ha commentato. "Siamo circondati da chilometri di palude letale. L'unica via d'uscita è la deportazione".
Il centro, situato presso il Dade Collier Training and Transition Airport, ha un costo stimato di 450 milioni di dollari all'anno e potrebbe ospitare fino a 5.000 migranti. Il governatore della Florida, Ron DeSantis, ha annunciato l'invio di 100 membri della Guardia Nazionale e ha previsto l'arrivo dei primi detenuti già da mercoledì.
Per promuovere l'apertura, funzionari federali hanno diffuso immagini satiriche di alligatori con cappelli della ICE (Immigration and Customs Enforcement), mentre il Partito Repubblicano della Florida ha messo in vendita gadget a tema, come vestiti e portabirra decorati con alligatori.
Nel frattempo, il Senato, controllato dai Repubblicani, ha approvato una maxi-legge di spesa che prevede decine di miliardi in fondi per il rafforzamento dell'immigrazione e per altre iniziative fiscali del presidente. Trump ha fatto pressioni affinché il provvedimento venga approvato definitivamente entro il 4 luglio.
La questione migratoria resta uno dei pilastri della campagna presidenziale di Trump. I suoi obiettivi – tra cui deportare fino a un milione di persone l'anno – si scontrano però con proteste, ricorsi legali, interessi economici e un deficit federale fuori controllo.
Il numero di migranti in detenzione federale è cresciuto rapidamente, passando da 39.000 a 56.000 tra l'inizio del mandato e metà giugno. E mentre la Casa Bianca giustifica le detenzioni come misura di sicurezza pubblica, i dati ICE mostrano un aumento di otto volte degli arresti per sole violazioni amministrative legate all'immigrazione, e non reati penali.
Trump ha lodato strutture carcerarie isolate come quelle costruite in El Salvador e ha già trattenuto migranti a Guantanamo Bay, nella base navale di Cuba, nota per aver ospitato sospetti terroristi dopo l'11 settembre.
I don’t think anyone realizes how impressive Alligator Alcatraz is. The State of Florida built this 3,000 bed federal prison in eight days. The director tells me it could have been done in 72 hours were it not for some regulatory hold-ups. Now all the state needs is DOJ approval… pic.twitter.com/gOFuQkyn2Z
— Benny Johnson (@bennyjohnson) July 1, 2025
Le critiche non sono mancate. La deputata democratica Debbie Wasserman Schultz ha denunciato il centro come "una distrazione pericolosa e costosa" dai tagli alla sanità pubblica previsti dal disegno di legge. Anche i leader locali delle tribù Miccosukee e Seminole hanno espresso opposizione, citando l'impatto ambientale su un ecosistema già fragile.
Trump, dal canto suo, ha liquidato le preoccupazioni ecologiche con cinismo: "La fauna selvatica ci sopravviverà comunque." E ha concluso con un messaggio che lascia intendere le sue ambizioni: "Vorremmo vederne di simili in molti altri stati."
In un'America sempre più polarizzata, "Alligator Alcatraz" diventa così il nuovo simbolo – inquietante – della politica migratoria di Donald Trump, distopico punto di riferimento della destra (post) fascista europea e italiana, quella di Meloni e Salvini!


