Il vertice in Alaska ha confermato ulteriormente l'irrilevanza dell'Europa sul piano internazionale
"Si apre finalmente uno spiraglio per discutere di pace in Ucraina. L'Italia sta facendo la sua parte insieme ai suoi alleati occidentali".
Questo è il "triste" commento che riassume il ruolo dell'Italia e dell'Europa nelle "presunte" trattative tra Putin e Trump per porre fine alla guerra in Ucraina.
Come chiunque può comprendere, nonostante finanziamenti, promesse, supporto di ogni tipo fornito a Kiev, l'Ue al tavolo delle trattative conta ancor meno del due a briscola.
Nel fine settimana ferragostano si registrano solo un paio di commenti dalle opposizioni.
Questo è ciò che ha dichiarato il "verde" Bonelli, per il quale la pace è solo nelle mani di due autocrati, con l'Europa che deve uscire dall'irrilevanza:"Il vertice in Alaska dimostra che la pace oggi è nelle mani di due autocrati come Trump e Putin, che lavorano al riarmo e non a fermare la guerra. È un fatto che deve preoccupare tutti, perché mentre loro trattano sul futuro del mondo, l'Unione Europea resta senza un ruolo vero. L'Europa ha sbagliato a inseguire solo la logica militare, senza costruire una strategia diplomatica credibile. Il risultato è che ora non siede al tavolo delle decisioni, ridotta a comprimario. Questo è inaccettabile.Se vogliamo una pace giusta non possiamo lasciare che siano Trump e Putin a scrivere le regole. L'Unione Europea deve assumersi la responsabilità politica e diplomatica di guidare un processo negoziale, difendendo l'Ucraina e mettendo fine all'escalation armata. Continuare a puntare solo sugli armamenti significa condannare i cittadini europei a pagare costi enormi: inflazione, energia cara, tagli a scuola e sanità. È ora che l'Europa scelga la via della pace e della diplomazia".
Sullo stesso tenore, anche se più articolato con un occhio che guarda all'Italia, il commento di Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle:
"Ora all'Europa del Riarmo - che non è stata costruttrice di canali di pace, soprattutto quando l'Ucraina era senza dubbio più forte ai tavoli - non resta che il ruolo da comprimario e augurarsi che lavorando duramente con pieno coordinamento diplomatico si imposti una pace giusta e ragionevole. È imbarazzante leggere nero su bianco l'esultanza di Meloni per "spiragli per discutere di pace" dopo la politica guerrafondaia e ostile a negoziati condotta da Chigi in questi anni.I fatti parlavano chiaro già prima di questa foto: l'Europa è un attore non protagonista sulla guerra in Ucraina. Ha scelto, dopo l'inaccettabile invasione della Russia e i primi necessari aiuti di “scommettere sulla vittoria dell'Ucraina" (parole di Meloni) attraverso una vittoria militare sulla Russia a suon di invii di armi per ben 3 anni. E adesso che questa illusione è svanita, ne paga le conseguenze. Mentre Trump e Putin discutono di come incrementare gli scambi commerciali ed esplorare nuove opportunità di collaborazione nel reciproco interesse, i leader europei sono stretti in una morsa: provare a contrastare ostinatamente una soluzione negoziale però senza nessuna reale prospettiva alternativa, oppure rassegnarsi a favorire un accordo che purtroppo si preannuncia ben penalizzante per l'Ucraina. La strategia scelta dall'Europa si è rivelata completamente fallimentare. Non basta certo una foto o una telefonata per ribaltare questo dato di realtà. Di una cosa saremo e siamo sicuramente protagonisti: i costi dei danni e della ricostruzione in Ucraina, i costi del folle “riarmo”, le ricadute dei costi del gas e dell'energia. Ovviamente gli oneri e i costi di questa strategia fallimentare non li pagano Meloni e soci, che per 3 anni hanno rifiutato sdegnati l'ipotesi negoziale continuando invece a puntare sull'escalation militare. Li pagano cittadini e imprese con costi dell'energia alle stelle, carovita, investimenti record in armi mentre si tagliava in altri settori, dalla sanità alla scuola".