Tutti in piazza per Gaza!
Intervista di Giuseppe Conte a il manifesto:
«C'è chi non ha visto e c'è chi non ha voluto vedere - dice Giuseppe Conte, presidente del M5S a proposito degli oltre seicento giorni di bombe su Gaza - Chi non ha visto, mi riferisco all'opinione pubblica, alla società civile, è stato vittima di una vergognosa censura del sistema politico-mediatico occidentale che inizialmente è riuscita a dissimulare e nascondere la realtà. Ben più grave è chi non ha voluto vedere, governi e informazione che si sono girati dall'altra parte spesso trincerandosi dietro l'uso strumentale dell'antisemitismo, ignorando che i crimini di Netanyahu stanno anche fomentando odio e intolleranza verso gli ebrei in tutto il mondo».
Quali sono le responsabilità dell'Italia, in questo contesto?
«Al di là dei balbettii inutili e tardivi degli ultimi giorni, nei fatti il governo ha scelto la complicità con il criminale di guerra Netanyahu. Lo ha fatto scegliendo di non votare all'Onu né per il cessate il fuoco né per la fine dell'illegale occupazione dei territori palestinesi, scegliendo di opporsi alla revisione dell'accordo di associazione Israele-Ue, scegliendo di non sospendere la compravendita di armi con Israele e nemmeno le esercitazioni militari congiunte. Scegliendo soprattutto di blaterare di 'due popoli e due stati' premurandosi però di non riconoscere lo Stato di Palestina come hanno invece fatto altri Paesi europei. Questo governo ha scelto di porre l'Italia dalla parte sbagliata della storia».
Lei ha invitato l'aula della Camera ad alzarsi in piedi di fronte alle morti di Gaza. La destra non lo ha fatto. Come se lo spiega?
«È la coerenza di queste destre che si dicono cristiane ma si rifiutano di rendere omaggio al massacro di 60 mila innocenti di cui 16 mila bambini. È un'incoerenza morale disgustosa che non può essere giustificata con nessuna posizione pro o contro qualcuno, perché restare indifferenti a tutto questo non è un gesto di vicinanza a Israele: è un gesto di disumanità. Come ha detto la presidente del comitato internazionale della Croce Rossa, Mirjana Spoljaric, Gaza è un inferno sulla terra e ai palestinesi è stata tolta ogni dignità».
Vi ritroverete in piazza con Pd e Avs. Bisognava farlo prima?
«Ricordo che come Movimento 5 Stelle già il 5 aprile, con la piazza dei 100 mila, abbiamo raccolto il grido di rabbia e dolore della società civile per ciò che sta avvenendo, quella piazza era contro il riarmo ma anche contro l'orrore di Gaza. Ora abbiamo deciso di unire le forze e di portare in piazza il popolo italiano che chiede la fine di questo genocidio. Sono sempre i governanti a iniziare le guerre, ma sono sempre i popoli a fermarle».
Se ci dovesse essere un flusso di profughi dalla Palestina all'Italia, come bisognerebbe organizzarsi per accoglierli?
«Aprendo loro le porte come si è fatto per i profughi ucraini, attivando corridoi sicuri per evitare che finiscano nelle mani dei trafficanti. Ma lo scopo deve restare quello di scongiurare un deflusso massiccio di palestinesi dalla Striscia di Gaza perché questo significherebbe che il folle piano di pulizia etnica di Netanyahu è stato portato a termine».
È davvero ancora possibile parlare di «due popoli due stati»?
«Assolutamente, perché l'alternativa impensabile e inaccettabile è la cancellazione del popolo palestinese. Cancellazione fisica, come sta succedendo oggi sotto i nostri occhi; e giuridica, come nazione che ha diritto a un suo Stato. Riconoscere lo Stato di Palestina è un passo fondamentale - soprattutto se fatto da nazioni del G7 - non solo per dare uno schiaffo a Netanyahu, ma anche per porre una base di equità ad ogni futuro negoziato».
Anna Foa ha scritto del pericolo che la manifestazione del 7 giugno riproduca fratture legate alla politica interna invece che affrontare i grandi temi della guerra. Ribaltando questo schema le chiediamo: può quella piazza , con le prese di posizione che esprime, divenire il collante di una coalizione alternativa alla destra?
«Il 7 giugno non scenderanno in piazza tre forze politiche, ma tutti gli italiani che su Gaza hanno una visione politica e morale radicalmente alternativa, anzi, opposta a quella di chi è oggi al governo. Mi auguro che anche tanti elettori del centrodestra siano in piazza, a dimostrazione che la disumanità con cui il governo ha approcciato alla crisi di Gaza non trova la complicità del proprio elettorato. Qui parliamo di umanità contro disumanità: la disumanità di chi è complice di un genocidio, la disumanità di chi spende per le armi ma non per gli ospedali, la disumanità di chi sta impoverendo il Paese ma pensa solo alla repressione. Il nostro collante è l'umanità che manca a questo governo ma che abbonda nel popolo italiano: questa è l'alternativa, vincente, che stiamo costruendo».
Domani tutte e tutti in piazza per Gaza! Tutti a Roma alle ore 14.00, per una grande manifestazione che partirà da piazza Vittorio Emanuele II e si concluderà in Piazza San Giovanni.
Alziamo la voce contro il genocidio, l’apartheid e l’occupazione illegale della Palestina. Per rispettare il diritto internazionale e umanitario.
Basta complicità del governo italiano con il criminale di guerra Netanyahu. Restiamo umani, non fermiamoci e facciamoci sentire.