Durante l'Angelus di domenica affacciato dalla finestra del Palazzo Apostolico, Papa Leone XIV ha rincuorato i pellegrini accaldati, che in questi giorni attraversano la Porta Santa delle basiliche patriarcali, annunciando loro: «Oggi pomeriggio mi recherò a Castel Gandolfo dove conto di rimanere per un breve periodo di riposo. Auguro a tutti di poter trascorrere un tempo di vacanza per ritemprare il corpo e lo spirito».
Con queste parole, il Pontefice ha comunicato ufficialmente di aver ripristinato una tradizione papale sospesa da dodici anni: il soggiorno estivo nella storica residenza dei Castelli Romani. Era infatti dal pontificato di Benedetto XVI che nessun Papa metteva piede stabilmente nella cittadina laziale per un periodo di riposo. Francesco, com'è noto, aveva scelto di rimanere a Santa Marta anche d'estate, rompendo con una consuetudine secolare.
Leone XIV soggiornerà a Castel Gandolfo dal 6 al 20 luglio e poi di nuovo dal 15 al 17 agosto. Non sarà però il Palazzo Apostolico ad accoglierlo, ma Villa Barberini, la residenza storica con i suoi giardini rigogliosi e una vista privilegiata sul lago Albano. È la prima volta che un Papa sceglie Villa Barberini come sede estiva, segnando un cambiamento simbolico e pratico rispetto al passato.
Villa Barberini, costruita nel XVII secolo da Scipione Visconti e poi acquistata da Taddeo Barberini nel 1630, rappresenta un pezzo importante del patrimonio storico e architettonico della zona. L'ampio parco, arricchito nel tempo con frutteti, oliveti e percorsi lastricati in peperino, si estende anche sopra il criptoportico della villa imperiale di Domiziano, rendendolo un luogo di notevole valore archeologico.
Per consentire il soggiorno del Pontefice, l'Antiquarium, ospitato al piano terra dell'edificio, resterà chiuso temporaneamente. Il museo, che conserva reperti archeologici risalenti alle campagne di scavo tra il 1841 e il 1931, era stato voluto da Papa Francesco come parte dell'apertura al pubblico delle Ville Pontificie a partire dal 2016.
La popolazione locale, da sempre legata alla figura del Papa, accoglie con entusiasmo il ritorno del Successore di Pietro tra le colline dei Castelli. Leone XIV, che aveva già visitato Castel Gandolfo il 29 maggio e il 3 luglio scorsi per supervisionare i preparativi, intende riportare centralità a questo storico luogo di riposo spirituale.
Un segno di continuità con il passato, sì, ma anche di apertura verso una nuova gestione del patrimonio pontificio. Perché, come dimostra questa scelta, il riposo non è solo pausa, ma anche occasione per riconnettersi con la storia e il territorio.
Albergatori e ristoratori della zona, lo stesso vale per altri esercizi commerciali, ovviamente non potranno che essere più che soddisfatti. Rimane, invece, qualche dubbio sul messaggio cristiano. Difficile poter professare una chiesa povera che si rivolge agli ultimi, facendo del Palazzo Apostolico la propria residenza ufficiale e di Castel Gandolfo la casa vacanza per l'estate. Diciamo che c'è stata una inversione a U rispetto al precedente pontificato.


