La Legge Fornero nessuno la vuole, ma alla fine tutti se la pigliano, soprattutto i lavoratori!
C’è un vecchio detto popolare che recita: “La sora Camilla, tutti la vogliono e nessuno se la piglia.” Solo che, nel caso della Legge Fornero, vale l’esatto contrario: nessuno la vuole, ma alla fine se la prendono tutti. E soprattutto, se la prendono, come una mazzata tra capo e collo, i lavoratori.
Lavoratori che non solo saranno costretti a lavorare fino a 70 anni con stipendi da fame, ma che, oltretutto, alla fine verranno cassati da una pensione ancora più miserabile degli ultimi stipendi, grazie al contributivo di Dini e alla speranza di vita della Fornero!
E così, tra una manovra di Bilancio e l'indifferenza assoluta, la famigerata legge torna in scena. Senza proclami, senza colpi di teatro, senza neppure il rispetto di un dibattito pubblico. Il governo l’ha lasciata in campo così come è, con la stessa sfrontataggine di chi affonda il dito nella marmellata di notte, sperando che nessuno se ne accorga.
Ma i numeri non mentono: l’età pensionabile tornerà ad aumentare, e con essa il peso di una promessa tradita.
Sì, perché il vero scandalo non è il ritorno della Fornero - che, in realtà, non è mai davvero andata via - ma l’ipocrisia di una classe politica che per anni ha costruito consenso sull’odio verso questa legge, giurando che l’avrebbe cancellata “al primo Consiglio dei Ministri”. Ricordate le magliette “Stop Fornero”? Le lacrime vere e quelle di coccodrillo? Tutto sparito. Oggi, quegli stessi tribuni popolari ne applicano i meccanismi con zelo, nel più totale silenzio mediatico.
Del resto, in un Paese dove la coerenza è in pensione da tempo, non stupisce che l’unica cosa che non va mai in pensione sia la Fornero stessa!
E così lo “scatto” legato alla speranza di vita torna a mordere: vivere più a lungo, paradossalmente, diventa una colpa da scontare lavorando di più e incassando di meno.
Il traguardo della pensione si allontana, come un miraggio nel deserto, mentre la politica applaude sé stessa per aver “mantenuto i conti in ordine”. Peccato che i conti, alla fine, non tornino mai a chi lavora.
La verità è semplice e amara: la politica italiana non cambia più le cose, le promette e non le mantiene.
Ha trasformato la promessa in un genere letterario, la coerenza in un lusso d’altri tempi.
“Superare la Fornero” è diventato uno slogan buono per le campagne elettorali, non per le leggi. Ogni governo ne denuncia gli effetti, ma nessuno rinuncia davvero ai suoi vantaggi contabili.
E intanto, i cittadini guardano, rassegnati, lo spettacolo dell’ennesima presa in giro.
Mentre la pensione si allontana, la fiducia si spegne.
E se oggi metà degli italiani non vota più, il motivo è chiaro: si può sopportare la fatica del lavoro, ma non quella dell’ipocrisia.
La Legge Fornero è viva e vegeta, e purtroppo non è l’unica stortura che in Italia non va mai in pensione.