Le misure redistributive del governo riducono le diseguaglianze
Il ministro Adolfo Urso, nel suo discorso durante la conferenza stampa di presentazione della giornata nazionale del Made in Italy del 15 aprile, aveva ribadito a proposito delle misure per il caro carburanti, che questo governo ha come obiettivo quello di tutelare le fasce piu deboli ed agire con le sue politiche per una redistribuzione ed una maggiore equità tra le classi sociali. Dopo poche ore l'Istat ha certificato con i numeri quanto detto dal ministro del Made in Italy e delle Imprese, che ha detto " Stamattina i dati alla pompa sono sostanzialmente stabili, li diamo in maniera tempestiva. Al momento notiamo che siamo ben lontani dell'impennata post invasione russa che costrinse a misure straordinarie come il taglio delle accise". aggiungendo poi che eventuali misure saranno comunque appunto rivolte soprattutto ai ceti meno abbienti "Tutto dipende dalla durata e dall'estensione del conflitto, per il momento siamo pronti a intervenire ove si realizzassero conseguenze piu' significative. Pensiamo a misure nei confronti dei ceti meno abbienti. Pensiamo a interventi mirati e piu' efficaci rispetto a quanto messo in campo allora", ha sottolineato.
Nel 2025 “il sistema di tassazione diretta e di trasferimenti sociali riduce la diseguaglianza nel reddito delle famiglie, valutata dall’indice di Gini, di 16,1 punti percentuali (da 47,3% a 31,2%)”. Lo rileva l’Istat, spiegando che “la riduzione e’ maggiore nel Mezzogiorno (-17,2 punti percentuali) dove si stimano le disuguaglianze piu’ ampie tra i redditi primari.
Passando agli interventi entrati in vigore nel 2025, si stima che la transizione dalla decontribuzione parziale per i lavoratori dipendenti alle nuove misure fiscali (bonus fiscale e ulteriore detrazione) determini, in media, un incremento di 95 euro annui dei redditi di quasi 13,4 milioni di famiglie: per 6,3 milioni si stima una variazione positiva del reddito per nucleo familiare (+365 euro), per le restanti 7,1 milioni una variazione negativa (-145 euro).
Nel complesso, il sistema di tassazione diretta e di trasferimenti sociali riduce la diseguaglianza nel reddito delle famiglie, valutata dall’indice di Gini, di 16,1 punti percentuali (da 47,3% a 31,2%). La riduzione è maggiore nel Mezzogiorno (-17,2 punti percentuali) dove si stimano le disuguaglianze più ampie tra i redditi primari.
“L’adeguamento al costo della vita di importi e relative soglie dell’Assegno Unico e Universale (AUU), le modifiche al bonus asilo nido e l’introduzione del bonus nuovi nati comportano, nel complesso, un beneficio medio pari a circa 120 euro annui per oltre 6 milioni di famiglie (il 22,6% delle famiglie residenti). Il miglioramento del reddito è superiore alla media per le famiglie delle fasce centrali della distribuzione (rispettivamente 154 e 192 euro).” si legge nella nota dell’Istat
Le modifiche a soglie e importi dell’Assegno di Inclusione (ADI) e del Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) comportano un miglioramento del reddito medio disponibile di oltre 1.300 euro annui a beneficio di un milione di famiglie circa (il 3,9% delle famiglie residenti). La quasi totalità di queste famiglie (92,5%) si colloca nel primo quinto della distribuzione del reddito. Il guadagno comporta un incremento medio del reddito familiare del 10% circa.
L’aggiornamento degli importi dei bonus sociali per elettricità e gas, valutati congiuntamente all’introduzione del bonus straordinario di 200 euro, ha portato a un aumento medio di 168 euro su base annua dei redditi per il 30% delle famiglie residenti. Di queste, il 90% ricade nei primi tre quinti della distribuzione del reddito.
“Le modifiche al sistema di tasse e benefici introdotte nel corso del 2025 e qui prese in esame migliorano l’equità della distribuzione del reddito disponibile delle famiglie misurata dall’indice di Gini che passa dal 31,41% prima degli interventi normativi al 31,17% dopo la loro attuazione.”
L’intervento pubblico aumenta il reddito delle famiglie erogando trasferimenti monetari e lo diminuisce prelevando contributi sociali e imposte. Aggiungendo i trasferimenti pubblici al reddito primario, si ottiene il reddito lordo da cui, sottraendo i contributi sociali obbligatori e le imposte, si ottiene il reddito disponibile delle famiglie. Le politiche determinano una maggiore equità se i trasferimenti e il prelievo riducono le distanze fra i redditi disponibili delle famiglie. Gli effetti redistributivi del sistema di tasse e benefici vengono stimati confrontando i redditi individuali e familiari prima e dopo l’intervento pubblico.