*_©Angelo Antonio Messina

Il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala protagonista di tre lavori coreografici mai interpretati prima. L’appuntamento sostiene le attività a favore dei pazienti, dell’innovazione e della ricerca

Martedì 31 marzo 2026 rappresenta una data significativa per la città di Milano e per l’intero panorama culturale italiano: il Teatro alla Scala ospiterà una serata benefica esclusiva a favore della Fondazione Ospedale Niguarda ETS. Questa iniziativa, che unisce arte e solidarietà, vede sul palco il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala diretto da Frédéric Olivieri, impegnato in un trittico coreografico firmato da tre tra i più autorevoli e innovativi coreografi contemporanei: Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin. Un evento che promette non solo un’esperienza artistica di altissimo livello, ma anche un’occasione di riflessione e impegno sociale, testimoniando il potente legame fra cultura e umanità.

La serata prende forma attorno a tre opere emblematiche, ognuna portatrice di un linguaggio e di una visione distintiva della danza contemporanea. “Chroma” di Wayne McGregor si presenta come un’indagine profonda sulla drammaticità del corpo umano, capace di tradurre stati d’animo complessi e contraddittori in movimenti di grande energia e inventiva. La coreografia si sviluppa su un tessuto sonoro originale, caratterizzato da musiche composte da Joby Talbot insieme a arrangiamenti di brani del gruppo rock The White Stripes. L’estetica minimale dell’allestimento, ideata dall’architetto John Pawson, contribuisce a creare un ambiente essenziale eppure carico di tensione, lasciando agli interpreti la libertà di esprimere la potenza emotiva insita nel gesto. Qui McGregor dimostra quanto il corpo possa essere strumento di una narrazione profonda, capace di comunicare senza parole verità universali sulle fragilità e le forze dell’umano.

Segue poi “Dov’è la Luna” di Jean-Christophe Maillot, lavoro di grande intensità emotiva e sofisticatezza tecnica che sfida i confini della danza classica. Maillot, noto per la capacità di contaminare la tradizione con elementi contemporanei, conduce gli interpreti in un viaggio intimo, quasi onirico, attraverso luci e ombre che modellano un’atmosfera di chiaroscuro carica di tensioni sottili. In questa coreografia, la danza classica non è mera esecuzione formale ma strumento di esplorazione psicologica, capace di spostare continuamente l’attenzione dello spettatore verso nuove dimensioni di vulnerabilità e forza. Le sequenze, al contempo fluide e rigorose, testimoniano una padronanza tecnica straordinaria che non sacrifica mai la capacità comunicativa ed emozionale.

La serata culmina con “Minus 16” di Ohad Naharin, una delle opere più provocatorie e innovative del coreografo israeliano, qui presentata per la prima volta sulle tavole della Scala. Conosciuto per il suo linguaggio di movimento unico, Naharin sfida le convenzioni tradizionali del rapporto tra danzatori e pubblico. “Minus 16” rompe la quarta parete, coinvolgendo spettatori e interpreti in una dinamica di scambio e partecipazione diretta, trasformando la performance in un’esperienza immersiva e travolgente. La struttura a frammenti di questa coreografia mette in scena una molteplicità di gesti quotidiani e movimenti istintivi, creando una sorta di mosaico emozionale che parla di libertà, solidarietà, e rinnovamento. Il pubblico si ritrova così partecipe di una celebrazione collettiva del corpo e della vita, resa ancor più potente dalla qualità e dall’intensità degli artisti scaligeri.

L’importanza di questa serata va oltre la pura dimensione artistica. Il ricavato sarà infatti devoluto alla Fondazione Ospedale Niguarda ETS, realtà che sostiene il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano nello sviluppo di progetti dedicati alla ricerca clinica, all’innovazione tecnologica e al miglioramento dell’accoglienza e della qualità delle cure. Questo legame fra arte e sanità incarna un modello di impegno sociale che valorizza non soltanto l’eccellenza medica ma anche l’attenzione umana, ponendo la persona al centro di ogni azione. La cultura, in questo contesto, diventa un motore di cambiamento, capace di sensibilizzare e mobilitare energie positive a favore del bene comune.

Il valore simbolico di un simile evento risiede anche nella sua collocazione storica e culturale: il Teatro alla Scala, tempio mondiale dell’opera e della danza, si conferma ancora una volta luogo privilegiato dove il passato e il presente si incontrano in un dialogo continuo. L’ospitare lavori di coreografi contemporanei di fama internazionale riflette una volontà di apertura e innovazione, senza rinnegare le radici profonde della tradizione italiana. La presenza di sponsor come Enel, BioVitae, Nexitalia, InAR e Safety21, insieme al patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano e Fondazione Cariplo, sottolinea l’ampio sostegno istituzionale e privato che rende possibile un’iniziativa di tale portata. Anche i media partner, Radio Classica e Corriere della Sera – ViviMilano, contribuiscono a diffondere il messaggio di questa serata, amplificando il suo impatto e la sua risonanza.

Dal punto di vista critico, si può osservare come la selezione del trittico McGregor/Maillot/Naharin rappresenti una scelta di rara efficacia evocativa e stilistica. Questi tre coreografi, pur differenti negli stilemi e nelle poetiche, condividono una comune tensione verso l’esplorazione dei confini del movimento e della comunicazione corporea. McGregor, con la sua estetica quasi scientifica e percussiva; Maillot, che fonde lirismo e rigore; Naharin, che propone una radicale destrutturazione del gesto, costituiscono un trittico che spinge il Corpo di Ballo della Scala verso nuove sfide interpretative e tecniche.

Gli artisti coinvolti hanno davanti a sé un’occasione irripetibile per confrontarsi con linguaggi molto diversi dal repertorio tradizionale, stimolando una crescita personale e collettiva che si riverbera sulla qualità complessiva della compagnia. Da questa contaminazione nasce una potenza espressiva che lo spettatore percepisce intensamente, generando un coinvolgimento emotivo profondo e duraturo. Tale impatto è rafforzato dall’ambiente scelto: la Scala, con la sua acustica e la sua aura storica, amplifica ogni dettaglio del gesto e della musica, trasformando la performance in un evento totalizzante.

La serata del 31 marzo 2026 al Teatro alla Scala si configura come un momento di grande significato artistico, culturale e sociale. Essa incarna la possibilità di un dialogo fecondo tra danza contemporanea e impegno umanitario, tra sperimentazione stilistica e tradizione, tra eccellenza tecnica e calore umano. Le coreografie di McGregor, Maillot e Naharin non sono solo opere da ammirare per la loro qualità estetica, ma autentiche narrazioni corporee che raccontano la complessità dell’esistenza, la ricerca di senso e la bellezza del gesto condiviso. Nel sostenere la Fondazione Ospedale Niguarda ETS, questa iniziativa getta luce su un modello di società che pone al centro la persona, capace di integrare cultura, salute e solidarietà in un abbraccio che illumina il presente e indica la via per un futuro più umano. Per chi avrà la fortuna di assistervi, sarà un’esperienza che trascende la semplice fruizione artistica per diventare una vera e propria celebrazione della vita in tutte le sue sfumature.

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Martedì 31 marzo - ore 20

 Serata benefica riservata alla Fondazione Ospedale Niguarda 

MCGREGOR/ MAILLOT / NAHARIN 

CHROMA

Ideazione, regia e coreografia Wayne McGregor

Musica Joby Talbot, Jack White III

Arrangiamento Joby Talbot, orchestrazione Christopher Austin 

per concessione di Chester Music Ltd

Scene John Pawson
Costumi Moritz Junge
Luci Lucy Carter

Supervisione artistica Antoine Vereecken

Ripresa coreografica Neil Fleming Brown

Commissione del Royal Ballet, 2006

Prima rappresentazione assoluta Royal Ballet, Royal Opera House, londra, 17 novembre 2006

Nuova produzione Teatro alla Scala 

DOV’É LA LUNA

Coreografia Jean-Christophe Maillot

Ripresa coreografica Bernice Coppieters

Musica Aleksandr Skrjabin

Leonardo Pierdomenico, pianoforte 

Scene e costumi Jérôme Kaplan

Luci Dominique Drillot

Nuova produzione Teatro alla Scala 

MINUS 16

Coreografia Ohad Naharin

Ripresa coreografica Matan David, Ian Robinson, Rachael Osborne 

Musica Colonna Sonora da “Cha-Cha De Amor“, canzone popolare arrangiata da Dick Dale, canzone tradizionale “Echad MiYodea” arrangiata e interpretata da Tractor’s Revenge e Ohad Naharin, Antonio Vivaldi, canzone di Arlen Harold arrangiata da Marusha, Asia 2001, Fryderyk Chopin.

Luci Avi Yona “Bambi” Bueno

Costumi Ohad Naharin 

Nuova produzione Teatro alla Scala 

Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

Musica su base registrata (Chroma – Minus 16)

CHROMA

Nicoletta Manni, Martina Arduino, Alice Mariani, Agnese Di Clemente, 

Timofej Andrijashenko, Claudio Coviello, Domenico Di Cristo, Mattia Semperboni, Valerio Lunadei, Gioacchino Starace

DOV’É LA LUNA

Maria Celeste Losa Navrin Turnbull Nicoletta Manni

Domenico Di Cristo, Agnese Di Clemente, Gabriele Corrado, Saïd Ramos Ponce

MINUS 16

Artisti del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

Info e biglietti aragorn.vivaticket.it

e-mail biglietteria@aragorn.it

Biglietti: da 10 a 300 euro – esclusi i diritti di prevendita

Informazioni e prevendita: biglietteria@aragorn.it; aragorn.vivaticket.it
Fondazione Ospedale Niguarda

*_©Angelo Antonio Messina

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Fondazione Ospedale Niguarda nasce nel giugno 2022 come Ente del Terzo Settore per sostenere l’Ospedale Niguarda, il Grande Ospedale Metropolitano di Milano. La Fondazione intende accorciare le distanze, lavorare come ponte tra l’Ospedale e il tessuto sociale, scientifico e territoriale con cui l’ente, i suoi professionisti e tutte le sue persone ogni giorno si relazionano. FON ha come obiettivo il continuo miglioramento dell’accoglienza, della ricerca clinica e dell’innovazione del Niguarda attraverso la realizzazione di progetti che mettono al centro il paziente. Dalla nascita, porta avanti in modo inclusivo e partecipativo il concetto di “Cultura della Salute” del Niguarda, a partire da quella dell’individuo a quella della comunità e dell’ambiente in cui vive. Il campo d‘azione della Fondazione è ovunque nasca una nuova esigenza e ovunque si configuri una nuova possibilità di cura e salute. Con un’attenzione continua all’evolversi, nel nostro tempo, dell’idea stessa di salute.
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