“Heralds - Le Nove Albe” è un romanzo fantasy che affronta temi attualissimi: il ruolo della tecnologia, la ricerca di potere, il controllo sociale e la necessità di un uso etico delle innovazioni. La distopia immaginata da Demis Merlo rispecchia inquietantemente le tensioni del mondo contemporaneo.

 

Eccoci, Demis. Il tuo mondo presenta una tecnologia avanzata ma bloccata dal potere. Quale legame vedi con la nostra società?

Credo che nella nostra società sia esattamente così, gli elementi narrati nel romanzo sono inventati e non fanno riferimento in alcun modo ad eventi specifici o particolari situazioni reali, tuttavia in questo mondo come in quello immaginato, gli interessi personali e di potere indubbiamente ostacolano il vero progresso scientifico tecnologico e medico, si basti pensare ai miliardi investiti in armamenti piuttosto che in sanità, o allo sfruttamento della tecnologia di largo consumo per interessi economici. In una società perfetta come quella a cui ambisce Heralds tutto questo non c’è, a dominare l’operato di ogni uomo dovrebbe essere l’interesse per il benessere comune. Non vorrei apparire come un visionario, ma sinceramente io credo che questo stadio, un giorno molto lontano, sarà raggiunto anche nel mondo reale, in Heralds lo vedremo, secondo la mia immaginazione, nell’ultimo dei 7 volumi.

Gli Araldi incarnano virtù come amore, rispetto e giustizia: credi siano valori oggi trascurati?

Per molti individui, oggi come oggi l’etica dettata da concetti come quelli citati non è altro che apparenza, “io mostro che amo perché così faccio bella figura” in realtà amore è ben altro, il rispetto spesso viene mostrato solo per ritorno personale, non parliamo di giustizia, quella proprio non si sa cosa sia, non parlo di legge, quella è ben conosciuta e studiata, quando io parlo di giustizia parlo di altro, io le do un significato più profondo, non facile da spiegare, ma quello che posso dire è che per me la vera giustizia può essere paragonata al giudizio divino in punto di morte, un analogismo forse esagerato ma rende l’idea, per me giustizia dovrebbe essere quella che salva, gratifica e riconosce.

Quanto è difficile rappresentare un male “strutturale” e non solo individuale?

Non molto in realtà, è facilmente rappresentabile da una struttura di potere gerarchica, trovo più difficile, anche se più bello, rappresentare la struttura del bene, in quanto si presuppone che nel bene ogni elemento deve trovare un collocamento che rispetti gli altri, che si renda disponibile e d’aiuto, che trovi soddisfazione e merito anche quando il suo operato è di minore rilevanza, per il male è diverso, chi comanda è il più forte, i sottomessi ubbidiscono o ne pagano le conseguenze, è facile, agli esponenti del male viene promessa vittoria e dominio, ma chi domina è solo chi sta ai piani alti in realtà, gli altri devono solo sperare di non essere schiacciati dallo stesso male che arrecano, tra l’altro questa è una cosa che in Heralds accade.

Secondo te, come reagirebbe la nostra società a un’Alba dello Spirito?

I fanatici religiosi impazzirebbero dando spiegazioni profetiche differenti sulla base delle loro convinzioni, gli scienziati avrebbero di che non dormire la notte per molto tempo, vedere un cielo rosso fuoco che avvolge il mondo annientando la notte per 24 ore avrebbe dell’inspiegabile, e credo che in moltissimi abbiano questa innata propensione di cercare spiegazione nell’inspiegabile. Il polverone lanciato sul mondo intero dalla profezia della fine del mondo dei Maia del 2012 è un esempio. Ma di sicuro ben pochi capirebbero il significato spirituale reale di un alba dello spirito come concepito in Heralds.