Liberati Trentini e Burlò dopo oltre un anno in Venezuela
Dopo oltre 423 giorni di detenzione, Alberto Trentini e Mario Burlò sono stati liberati il 12 gennaio 2026 dal carcere di El Rodeo I a Caracas. Attualmente si trovano in Italia o in rientro verso l’Italia, accolti dalle autorità e dalle famiglie dopo la lunga detenzione. Chi sono Alberto Trentini, cooperante umanitario veneto, lavorava con un’ONG per persone con disabilità. Mario Burlò, imprenditore e commercialista torinese, era in Venezuela per motivi di lavoro. L’arresto Entrambi sono stati arrestati nel novembre 2024: Trentini durante uno spostamento verso una missione umanitaria, Burlò a un posto di controllo mentre viaggiava nel Paese. Le autorità venezuelane non hanno mai formalizzato accuse chiare e non è mai stato avviato un processo regolare.
La situazione giudiziaria in Italia
Trentini non ha nessuna accusa in Italia, mentre Burlò è coinvolto in procedimenti giudiziari per questioni societarie e fiscali legate al passato, non collegati alla detenzione in Venezuela.
In passato era stato assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il contesto politico internazionale La liberazione dei due italiani si inserisce in un contesto straordinariamente turbolento in Venezuela: nei primi giorni di gennaio 2026, le forze statunitensi hanno condotto un’operazione militare che ha portato alla cattura dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, trasferito negli Stati Uniti per affrontare accuse federali, tra cui narco‑terrorismo e traffico di droga. Questa operazione ha sconvolto il panorama politico venezuelano e causato forti reazioni diplomatiche in tutto il mondo. Con la cattura di Maduro, Delcy Rodríguez è diventata presidente ad interim e ha annunciato la liberazione di numerosi detenuti, compresi stranieri, come gesto di buona volontà verso la comunità internazionale e per ridurre le tensioni interne.
La liberazione di Trentini e Burlò
Il governo italiano ha seguito il caso con una intensa attività diplomatica, mantenendo contatti costanti con le autorità venezuelane. Trentini e Burlò sono stati trasferiti nella sede dell’ambasciata italiana a Caracas e successivamente hanno preso un volo di Stato per l’Italia.
Trentini ha dichiarato di non sapere nulla della cattura di Maduro fino alla sua liberazione, definendo la notizia “improvvisa e inaspettata”. Entrambi hanno confermato di essere stati trattati bene durante la detenzione.
Dove sono ora
Al momento della liberazione, Trentini e Burlò si trovavano presso l’ambasciata d’Italia a Caracas, assistiti dal personale diplomatico. Una volta rientrati in Italia, potranno riabbracciare le rispettive famiglie: Trentini tornerà alla sua vita civile e professionale, mentre Burlò dovrà affrontare i procedimenti giudiziari ancora pendenti a suo carico.
La loro liberazione viene vista come un segnale di un possibile mutamento nella situazione politica venezuelana, ma anche come l’esito di una intensa azione diplomatica internazionale in un momento di grandi tensioni e trasformazioni nel Paese sudamericano.