Politica

Rimini, al Meeting la muratrice Meloni parla di mattoni ma non spiega come tenerli insieme

Il monumentale discorso al Meeting di Rimini di Giorgia Meloni, in sostanza, si può riassumere così: Eliot come testimonial d'apertura, Atreju come gadget nostalgico, e poi una lunga autoproclamazione di eroica muratrice dell'Occidente a colpi di “mattoni nuovi”.

Mattoni che, guarda caso, coincidono sempre con le politiche del governo in carica: dalla gloria internazionale che solo lei vede, alle riforme epocali che nessuno nota, fino al Piano Mattei che miracolosamente non è colonialismo ma “rispetto reciproco”.

Naturalmente c'è spazio per tutto: la difesa dell'Occidente dalle ideologie (tranne le sue), l'elogio della famiglia tradizionale come ultima trincea contro il declino demografico, la bacchettata ai “cattivi maestri” e ai “giudici politicizzati”, e la consueta autocelebrazione di aver ridato credibilità a un'Italia che, a suo dire, ormai il mondo venera quasi quanto la Francia.

In mezzo, qualche citazione dotta per dare lustro (Eliot, Guitton, don Giussani, persino Frassati), perché un tocco di santini e poeti non guasta mai. E alla fine, la chiamata alle armi: tutti con la cazzuola in mano, a costruire con lei la cattedrale nel deserto.

Insomma: quasi un'ora di “abbiamo fatto miracoli, faremo di più, il mondo ci ammira, l'Europa ci teme, e chi non è d'accordo è un inguaribile gufo”. Cemento retorico a palate, con i soliti mattoni... quelli dell'autocelebrazione.

Questo il commento del "verde" Angelo Bonelli:"Mentre da due anni a Gaza si consuma una pulizia etnica con donne, bambini e giornalisti uccisi, ospedali e scuole ridotti in macerie, Meloni descrive all’Italia un’azione israeliana “sproporzionata ma comprensibile” nella risposta ad Hamas, cancellando lo sterminio: 60 mila civili uccisi, la cacciata della Sacra Famiglia da Gaza e della comunità cattolica. Eppure l’Italia prosegue con accordi militari e rifiuta di adottare sanzioni. Meloni, sei senza vergogna.Parla di “immigrazione legale” lei che ha liberato e riaccompagnato con un volo di Stato in Libia un trafficante di esseri umani, assassino e stupratore come Almasri.Non paga, dal palco di Rimini ha rilanciato anche contro la magistratura, affermando: “Andremo avanti con la riforma della giustizia nonostante le invasioni di campo di una minoranza di giudici politicizzati che provano a sostituirsi al Parlamento e alla volontà popolare”. Parole gravissime che svelano il vero obiettivo di questa destra: mettere sotto controllo i giudici indipendenti e piegare la giustizia alla politica, preludio di una deriva autoritaria.Parla di “piano casa per i giovani”, dopo aver detto no al salario minimo e favorito le speculazioni finanziarie: banche e società energetiche hanno accumulato oltre 120 miliardi di euro di extraprofitti in tre anni, mentre la povertà assoluta e il lavoro povero aumentano.Chiediamo a Giorgia Meloni: quando la smetterà di raccontare bugie e dirà chiaramente che ha svenduto l’Italia agli interessi di Trump, con dazi che stanno mettendo in ginocchio la nostra economia?"

E questo quello di Riccardo Magi, +Europa: 
 "Giorgia Meloni al meeting di Rimini rispolvera la solita retorica e nasconde tutti i fallimenti del governo a partire dal costo della vita, dai bassi salari e dalla sanità ridotta a uno stato pessimo.La premier avrebbe potuto scegliere la via dell’onestà intellettuale e chiedere scusa per i risultati mancati e per aver peggiorato la situazione degli italiani. Poteva assumere la postura della statista e invece ha deciso di adottare quella dell’affabulatrice, annunciando un fantasmagorico piano casa a cui non crede nemmeno lei. Ha attaccato i giudici ma non ha detto nulla del mega flop dei Cpr in Albania, ha attaccato le opposizioni ma non ha detto nulla degli stipendi bassi degli italiani. È arrivata persino a dirsi europeista citando Draghi, dimenticando di essere lei stessa e i suoi alleati nazionalisti a renderla più debole e frammentata.Come sempre Meloni fugge dai problemi e si inventa una realtà parallela. Potrà anche incantare la platea di Comunione e Liberazione, ma non certo il resto degli italiani".

Autore Rino Mauri
Categoria Politica
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