La lotta contro le dipendenze rappresenta una delle sfide più delicate per il presente e il futuro dell'Italia. È il messaggio lanciato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto al Quirinale in occasione della Giornata Mondiale contro le droghe, dove ha richiamato istituzioni, comunità terapeutiche, operatori sanitari, volontari e società civile a un impegno comune per contrastare un fenomeno che continua a colpire soprattutto le nuove generazioni.
Nel suo intervento il Capo dello Stato ha voluto mettere al centro non i numeri, ma le persone, ricordando che ogni vita recuperata rappresenta un risultato di valore incalcolabile. Un principio che ha fatto da filo conduttore all'intera cerimonia e che sintetizza il senso del lavoro quotidiano svolto da migliaia di operatori impegnati nelle strutture di recupero sparse sul territorio nazionale.
«Anche soltanto il recupero di una persona, per il valore incommensurabile che ha ciascuna persona, è un successo straordinario, inestimabile», ha affermato Mattarella, aprendo una giornata dedicata non soltanto alla riflessione sul fenomeno delle dipendenze, ma anche al riconoscimento dell'attività svolta dalle comunità terapeutiche e da quanti operano ogni giorno accanto a chi tenta di uscire dalla spirale della droga.
La cerimonia si è svolta al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica e ha dato spazio alle testimonianze dirette di chi vive quotidianamente il percorso di recupero dalle dipendenze.
Sono intervenuti il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, Marco Dalfovo, già ospite della Comunità terapeutica di San Patrignano, Luciano Giammarino, operatore della Comunità terapeutica "Nuovi Orizzonti", Serena Baldassarre e Amos Giovannini, genitori di Riccardo, ospite della Comunità terapeutica "Il Ponte", Gianni Giuli, direttore del Dipartimento delle Dipendenze Patologiche dell'Ast di Macerata, e Aurora Verona, ospite della Comunità terapeutica "Pars".
Un confronto che ha consentito di raccontare esperienze personali, percorsi di rinascita e difficoltà affrontate da famiglie, operatori e pazienti, offrendo un quadro concreto della complessità del fenomeno delle dipendenze.
Nel suo intervento Mattarella ha voluto esprimere un profondo riconoscimento verso tutte le realtà che ogni giorno lavorano per restituire un futuro a chi cade nella dipendenza.
«Il recupero e il ritrovamento della vita e del futuro di una quantità di giovani, grazie al lavoro di comunità, strutture e tanti volontari, è un patrimonio che arricchisce il nostro Paese. Per questo il ringraziamento è convinto e molto alto», ha dichiarato il Presidente.
Parole che riconoscono il ruolo centrale svolto dalle comunità terapeutiche, dagli operatori sanitari, dagli educatori e dal mondo del volontariato, impegnati spesso lontano dai riflettori in un'attività complessa che richiede competenze professionali, dedizione e continuità.
Secondo il Capo dello Stato, il recupero di giovani che riescono a uscire dalla dipendenza non costituisce soltanto un successo individuale, ma rappresenta un beneficio per l'intera collettività, poiché restituisce alla società persone capaci di ricostruire il proprio progetto di vita.
Mattarella ha poi richiamato l'attenzione sulla dimensione del problema, facendo riferimento ai dati illustrati durante la cerimonia dal sottosegretario Alfredo Mantovano.
«Il pericolo così ben descritto dal sottosegretario Mantovano nelle percentuali e nelle rilevazioni fra i giovani, è talmente grande che richiede uno sforzo corale del Paese, del pubblico e del privato, delle istituzioni, della società nelle sue varie componenti», ha affermato.
Il Presidente ha quindi sottolineato come il contrasto alle droghe non possa essere delegato esclusivamente alle strutture sanitarie o alle comunità terapeutiche, ma richieda il coinvolgimento dell'intero sistema Paese.
Scuola, famiglia, istituzioni, sanità pubblica, ricerca scientifica, terzo settore e volontariato devono concorrere, secondo il Capo dello Stato, a costruire una rete di prevenzione e recupero capace di affrontare efficacemente un fenomeno che continua a interessare migliaia di giovani.
Nel suo discorso il Presidente della Repubblica ha ribadito la propria gratitudine nei confronti di tutti coloro che, con professionalità e spirito di servizio, affrontano quotidianamente il problema delle dipendenze.
«Il ringraziamento che intendo esprimere a chi su questo fronte è impegnato con generosità, nelle comunità, nella ricerca, nelle strutture pubbliche, è convinto e molto alto: è un'opera straordinaria», ha dichiarato.
Parole che valorizzano il contributo di medici, psicologi, educatori, assistenti sociali, ricercatori e volontari, chiamati ogni giorno ad accompagnare percorsi lunghi e complessi, spesso caratterizzati da ricadute e difficoltà, ma che possono portare a un pieno reinserimento sociale.
Nella parte conclusiva del suo intervento Mattarella ha rivolto un ringraziamento particolare al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano per il lavoro di coordinamento svolto sul tema delle dipendenze.
«Vorrei ringraziare il sottosegretario Mantovano per l'opera propulsiva, di sollecitazione e anche di coordinamento e raccordo che svolge su questo fronte. Un fronte che per il nostro Paese e il nostro futuro è decisivo», ha affermato.
Il riferimento del Presidente evidenzia la necessità di mantenere alta l'attenzione istituzionale su una questione che investe direttamente il benessere delle nuove generazioni e la coesione sociale del Paese.
La Giornata Mondiale contro le droghe celebrata al Quirinale si è così conclusa con un messaggio chiaro: la prevenzione, il sostegno alle comunità terapeutiche e il recupero delle persone devono rimanere una priorità nazionale. Per Mattarella, infatti, il successo nella lotta alle dipendenze non si misura soltanto attraverso statistiche o indicatori, ma soprattutto nella capacità di restituire dignità, speranza e futuro anche a una sola persona, perché ogni vita salvata rappresenta un patrimonio inestimabile per l'intera comunità nazionale.


