"No ai re e alle loro guerre!
Oggi in piazza per una straordinaria manifestazione per dire un "no" collettivo e potente ai re e alle regine del nostro tempo e alle loro guerre.
Contro Trump, Netanyahu, Putin e tutti coloro che mettono a ferro e fuoco il nostro Pianeta, e contro chi è loro complice come Meloni che non condanna guerre illegali e unilaterali mentre condanna l'Italia al riarmo mentre il Paese affonda.
Destinare il 5% del PIL alle armi mentre la sanità pubblica è in ginocchio e la povertà morde il Paese inaccettabile.
Il nostro messaggio è chiaro.
Se vuoi la pace, prepara la pace".

Così Sinistra Italiana ha commentato la manifestazione NO KINGS che si è tenuta oggi a Roma... una grande marcia popolare che ha fatto dire agli organizzatori "Siamo in 300mila"... grazie alla folla oceanica che da piazza della Repubblica a San Giovanni, ha invaso la capitale.

Il corteo nazionale "contro i re e le loro guerre" ha ribadito il suo no all'autoritarismo, alla guerra, al riarmo, al genocidio e alla repressione, oltre al no al governo!

Quella odierna è una grande marcia popolare transnazionale che si svolge nello stesso giorno anche in altri Paesi, tra Stati Uniti e Inghilterra, con iniziative come Together nel Regno Unito e il No Kings Day negli Usa.

Per l'organizzatore Luca Blasi la manifestazione denuncia un quadro fatto di decreti sicurezza, svolta autoritaria, premierato e attacco alla giustizia, insieme alla normalizzazione dell'idea che protestare non sia più un diritto e che la deportazione di massa non sia un crimine: "Non sono provvedimenti separati: sono un progetto di società".

"Oggi – ha detto – è importante perché parte un movimento che ha la consapevolezza che non basta essere movimento di consenso contro la guerra, ma c'è bisogno anche di mettere i propri corpi in gioco, bloccare i treni con le armi, cominciare una pratica di disobbedienza civile di massa che in qualche modo porti anche la politica finalmente in maniera compatta a dire fermiamo questo scempio".

Tra le parole d'ordine: fermare le politiche belliciste in Italia e in Europa, contrastare le destre globali e promuovere una società più giusta, basata su diritti, ambiente, beni comuni ed economia di pace.